Il deserto della politica e i movimenti popolari

Nel deserto della politica, visibile anche in queste elezioni europee, emerge il protagonismo dei movimenti sociali che, come direbbe Papa Francesco, “odorano di lotta” e non si arrendono allo status quo. Le loro pratiche, le attività di mutualismo e di innovazione sociale, le proposte per rigenerare le istituzioni stanno saldando anche nel nostro Paese nuove alleanze e consapevolezze nei territori.

L’ossessione repressiva e la cannabis light

La cannabis light, in vendita dal 2016, con il suo 0,2% di principio attivo di THC, è priva di qualsivoglia nocività ed ha, come effetto, non l’alterazione e lo sballo, ma il rilassamento e la tranquillità. Ciononostante un emendamento governativo al decreto sicurezza ne prevede il ritorno nell’area dell’illecito. È l’ennesima manifestazione di una opzione repressiva tutta ideologica.

Ciò che vorrei vedere il 2 giugno

Il 2 giugno, invece dell’oscena parata di armi, vorrei vedere una parata di maestri e maestre, di professori e professoresse, infermiere e infermieri, medici del corpo e della mente, artisti e musicisti, studentesse e studenti… Perché è da ciò che resta del prendersi cura, del costruire bellezza, conoscenza e pensiero critico, che può venire il riscatto di cui abbiamo bisogno.

La nostra festa della Repubblica e quella della destra

Il 2 giugno ci saranno, dietro le pacificazioni di facciata, due feste differenti: la festa degli uguali e quella dei diseguali. Ce lo ricordano Galli della Loggia e il “Corriere della Sera”, saliti senza tentennamenti sul carro dei vincitori, e impegnati a sostenere che l’uguaglianza si ferma alla soglia dell’esercizio del potere e che la democrazia, alla fine dei conti, si riduce al “suffragio universale”.

Cambiare la Repubblica? «O la va o la spacca»

Interrogata sull’incertezza dell’esito della proposta di introduzione del “premierato” elettivo, Giorgia Meloni dichiara: «O la va o la spacca». L’intervento di revisione della Costituzione è considerato una scommessa, un azzardo che non ha nulla a che vedere con il bene comune. Mai si era raggiunto un degrado così accentuato del modo di intendere il Patto costituzionale.

Gli italiani e i “migranti” nella Legione straniera

Mentre le guerre attraversano il mondo e l’Italia raggiunge il non invidiabile record del 10% di abitanti in povertà assoluta, il Parlamento discute dei nostri concittadini (soprattutto altoatesini) arruolatisi negli anni ‘50 nella Legione straniera e andati a combattere in Indocina. Il tema è la mancanza di onorificenze da parte della ingrata Francia e il dilemma se si trattò o meno di “migranti economici”. Incredibile ma vero!

Il caso Toti e la sudditanza della politica all’economia

La corruzione a volte – l’ultimo scandalo ligure insegna – si sostanzia in serate a Montecarlo, borse firmate, orologi e via elencando. Ma quel che è ancora più grave è la corruzione endemica e penalmente irrilevante, cioè la sudditanza della politica all’economia che produce decisioni improvvide e inutili solo per ingraziarsi questo o quel gruppo economico e acquisire così consenso e voti. Ed è, purtroppo, la regola.

«Ti voto solo se asfalti la strada di fronte a casa mia»

Il divorzio tra governanti e governati è ormai una caratteristica costante delle democrazie, con i primi proiettati in un narcisismo acritico spesso conflittuale anche con i partiti di riferimento e i secondi privi del supporto di corpi intermedi in grado d’intrattenere rapporti non strumentali o personalistici con la politica. L’obiettivo di ciascuno diventa così il puro perseguimento di interessi individuali.