Stati Uniti. L’ottimismo della speranza e l’illusione delle midterm

Forse nelle elezioni midterm la spunteranno i democratici. Ma la partita sarà assai complessa. La democrazia non è il sistema in cui un partito vince le elezioni ma quello in cui chi perde accetta la sconfitta. E negli Stati Uniti non è così. Perché Trump ha costruito la propria strategia per non perdere, o per non accettarlo: la sconfitta sarebbe frutto di una frode o della sovversione comunista. Da evitare con ogni mezzo.

Un fratello maggiore, le storie e un sorriso sornione

Guccini è stato qualcosa di più di un grande cantautore. È è stato un uomo onesto. Con se stesso e con chi lo seguiva. Uno che l’eskimo non se lo è mai tolto e che quando lo portava l’ha fatto con saggezza e umiltà. Ha saputo essere contro corrente in modo anche sornione, mai urlato, in un’epoca in cui molti gridavano slogan estremisti di moda allora, per poi finire belli belli a occupare quelle poltrone che volevano abbattere.

Guccini, che non si è arreso al mondo

Guccini ci ha insegnato che la vita, in fondo, non è soltanto cronaca della realtà. La sua parte più profonda sta nel modo in cui gli esseri umani costruiscono il mondo attraverso simboli, ricordi, possibilità, immagini. Non vivono soltanto di fatti; vivono di significati. E anche grazie a lui, vogliamo restare un po’ irragionevoli, abbastanza da non arrenderci al mondo così com’è, abbastanza da continuare a immaginarne un altro.

Controllare e schedare: un’ulteriore tappa verso lo Stato di polizia

Il decreto legislativo per il recepimento dell’AI Act, su cui il 29 luglio il Senato ha espresso parere favorevole, introduce norme che facilitano la raccolta di dati biometrici in occasione di manifestazioni e azioni di sorveglianza di massa. Si tratta di un impianto legale che legittima e potenzia la deriva autoritaria e repressiva della maggioranza. C’è un elefante nella stanza e si chiama polizia predittiva.

Il realismo della pace

Il dibattito innescato da Vito Mancuso contro il pacifismo “disarmato” offre lo spunto per un ragionamento sulle ragioni “realistiche” a favore di una pace senza aggettivi. A partire dalla presa d’atto della possibilità che una guerra tra potenze nucleari, seppur iniziata con armi convenzionali, degeneri nell’apocalisse atomica e dalla considerazione che solo accettando di disarmarci possiamo indurre l’altro a fare altrettanto.

Nulla accade in polizia che il ministro non sappia e non voglia

Di fronte a gravi fatti di cronaca che coinvolgono operatori di polizia l’attenzione si concentra sul singolo intervento, sulla decisione presa per strada in pochi secondi. È giusto che sia così ma non basta. La responsabilità maggiore sta in alto ed è fatta di strategie politiche sicuritarie, di condizionamenti realizzati con piccoli o grandi privilegi, di mancate risposte a sollecitazioni che vengono anche dall’interno del corpo.

Anche la guerra non è più quella di una volta…

Vestiti i panni di antipapa, Vito Mancuso bacchetta Leone XIV e invoca, in luogo della sua “pace disarmata e disarmante” una “pace armata”, affermando che la guerra è una condizione permanente dell’umanità. Non è così, e lo stesso termine “guerra” è fuorviante ché lo scontro interpersonale e la resistenza armata non hanno nulla a che vedere con gli attuali conflitti eterodiretti che mettono a rischio l’intera umanità.

«Chi è contro di me è un terrorista»: parola di Trump

L’attacco di Trump e delle corporation di cui è espressione ha ormai come oggetto la democrazia e il confronto politico, fino a stabilire un’equazione tra sinistra e terrorismo. Così, anche in documenti ufficiali, vengono associati al terrorismo l’antiamericanismo, l’anticapitalismo, l’anticristianesimo e le posizioni sgradite in tema di immigrazione, razza e genere. Superfluo dire che i “terroristi” vanno repressi con durezza.

L’Odissea di Nolan e la guerra alla fine della civiltà

L’“Odissea” di Nolan è una versione tragica e senza eroi, dove Ulisse non torna a Itaca a causa della colpa per la distruzione di Troia. Le polemiche sulla fedeltà della trasposizione non hanno senso ché la funzione del mito è quella di raccontare all’infinito la stessa storia in situazioni nuove. E in epoca di ritorno della guerra il racconto si oppone alla rivalutazione del modello virile e violento dell’eroe.