Le “liste d’attesa” in sanità: la montagna e il topolino

La legge n. 107/2024, nota come decreto legge “liste d’attesa” in sanità, approvata con squilli di tromba, non affronta nessuna delle questioni principali, segnalate come minacce alla salute degli italiani dagli organismi internazionali. Per di più contiene essenzialmente disposizioni di indirizzo, spesso contraddittorie, e sembra avere come preoccupazione principale quella di evitare «nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

Il business della sanità e le liste d’attesa

Le liste d’attesa in sanità non sono l’esito di scelte organizzative inadeguate, ma una questione di natura squisitamente politica. Per il privato, infatti, sono un ottimo affare e, insieme ai tagli alla sanità pubblica e alla moltiplicazione degli esami inutili, alimentano un mercato fiorente di sanità a pagamento. Mentre quattro milioni e mezzo di italiani rinunciano, per motivi economici, a visite mediche.

“Oggi i treni arrivano in orario”

Quest’estate le ferrovie si stanno superando. Ai consueti guasti e alle fermate di Frecce Rosse protratte per ore sotto il sole, si aggiungono i ritardi “programmati” per cantieri. C’è di peggio, si potrebbe dire. Sì, di peggio ci sono le rassicurazioni del ministro Salvini secondo cui tutto va bene e la puntualità è assicurata al 90 per cento. L’importante è continuare a dire – come nel ventennio – che “i treni arrivano in orario”.

Le nostre ferie d’agosto e una foto da Gaza

Questo agosto sembra non finire mai. Abbiamo abbassato le saracinesche del lavoro e con esse anche quelle della vita e delle tragedie che ci circondano e che non danno tregua né olimpica né agostana. Poi, all’improvviso, tra le infinite foto di vacanze, ne arriva una da Gaza: sacchi di plastica, con corpi trasformati in materia da scaricare distrattamente in mezzo alla polvere.

Margini, sacchi di patate, bussole e convergenze

Il capitalismo non è uno stato di natura. Dunque è possibile cambiarlo. Ma occorre sviluppare al suo interno rapporti non-capitalistici di produzione. Con una “bussola” che ci dica se quello che stiamo costruendo va davvero nella direzione di una società diversa e antagonista. Nella consapevolezza che non c’è separazione tra l’oggi e il domani e che in ciò che costruiamo oggi ci sono i germi della società futura.

La macchina del fango è sempre accesa

Questa volta tocca a me. Ci sono, a Siena, dei richiedenti asilo pakistani accampati per strada. Come Università per stranieri li accogliamo in corsi gratuiti di italiano e in mensa. La loro precarietà, peraltro, perdura e provoca, inevitabilmente, dei problemi che segnalo alle autorità competenti. Ciò non modifica le condizioni dei richiedenti asilo, ma provoca una campagna di stampa in cui divento io il razzista! Così, non a caso, va il mondo…

Mai più Hiroshima e Nagasaki

L’ombra di Hiroshima e Nagasaki si prolunga fino a noi con la minaccia di un nuovo uso di armi nucleari. Ciononostante, nell’indifferenza dei potenti della terra e delle maggioranze silenziose, il ricordo della più grande tragedia del Novecento non trova spazio sui grandi quotidiani nazionali, eccettuato “Avvenire”. Manca tuttora, nonostante l’impegno dei pacifisti, una cultura all’altezza della sfida nucleare.

La Storia senza l’Occidente?

Siamo sull’orlo di un precipizio. La guerra freddo-calda in atto, dettata dal panico senile per una “storia senza l’Occidente”, è diretta contro legittime aspettative dei popoli del Sud globale che, dopo secoli di sopraffazione, reclamano pari dignità, benessere ed emancipazione. Cambiare registro è possibile ma solo se l’Occidente saprà riscoprire la sua vocazione progressiva e universalista.

I terroni dell’Impero

Con questo “viaggio nel profondo sud degli Stati Uniti”, Marco D’Eramo ci offre un’affascinante prospettiva su come vive, cosa pensa, quali difficoltà incontra, in cosa crede una parte del mondo americano, quello del Sud, dove si rispecchiano i valori religiosi e quelli “machi” esaltati nella Convention repubblicana da poco terminata con l’incoronazione di Donald Trump a candidato per le presidenziali del 2024.