Antonio Cantaro, ordinario di diritto costituzionale nell’Università di Urbino, è direttore del laboratorio politico fuoricollana.it.
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Siamo sull’orlo di un precipizio. La guerra freddo-calda in atto, dettata dal panico senile per una “storia senza l’Occidente”, è diretta contro legittime aspettative dei popoli del Sud globale che, dopo secoli di sopraffazione, reclamano pari dignità, benessere ed emancipazione. Cambiare registro è possibile ma solo se l’Occidente saprà riscoprire la sua vocazione progressiva e universalista.
Il male oscuro del nostro tempo, che si estende alla democrazia e alla politica è il “concretismo”, cioè la convinzione che occorrano solo soluzioni immediate ai problemi contingenti, che la teoria non serva, che l’azione non abbia bisogno di pensiero. Di questa cultura, in cui la politica perde ogni orizzonte di senso, sono impregnati i nostri leader. Ma, in realtà, non solo loro.