Nostalgia del Venezuela

Ho contribuito, vent’anni fa, a girare due documentari in Venezuela e ho, per questo, approfondito la rivoluzione bolivariana. Ciò non mi rende certo un esperto delle vicende attuali del Paese ma mi consente, almeno, di esprimere un’impressione, quella di un déjà vu: non si poteva – e non si può – tollerare l’esistenza, in un potenza petrolifera, di un governo popolare, nazionalista e socialmente progressista.

Hannah Rothschild, La baronessa (Neri Pozza, 2024)

È la storia della vita avventurosa di Pannonica de Koenigswarter, detta Nica, bella, romantica, vivace. Nata in Inghilterra e vissuta in Francia, madre di cinque figli, nella II° guerra mondiale segue in Africa il marito, arruolato nell’esercito della Francia Libera. Poi, nel 1948, dopo aver ascoltato “Round midnight”, molla tutto e si trasferisce a New York. Lì, nella città dove tutto accade, nasce la Baronessa.

La cura del futuro

L’economia capitalistica domina il pianeta, produce una massa imponente di beni effimeri e una enorme ricchezza finanziaria per élites e, contemporaneamente, consuma il futuro di tutte e tutti. Occorre cambiare nel profondo. Ed è il paradigma della cura – di sé, dell’altra, dell’altro, del vivente, del pianeta – quello su cui può essere riorganizzata una società capace di futuro e radicalmente alternativa a quella attuale.

Le olimpiadi tra sport e geopolitica

Le olimpiadi appena concluse (senza la Russia) sono state, oltre che una manifestazione sportiva, un’occasione per incidere su controversie internazionali. Ciò, insieme all’ostentazione della forza “nazionale” di fronte a interlocutori planetari, accade da tempo e vale sia in caso di partecipazione che in caso di ballottaggio, elemento spesso rivelatosi decisivo per influenzare o rovinare i giochi organizzati da altri.

Ancora grazie, signora Thatcher

A fronte delle rivolte razziali di uomini bianchi nelle strade di diverse città del Regno Unito, si è fatto il solito ricorso agli effetti delle migrazioni e alla necessità di rispondere con “legge e ordine”. Ma la situazione è più complessa. Quei corpi bianchi arrabbiati per le strade non sono stati prodotti dai migranti ma dallo stesso Stato britannico: quando si svuota la politica, dietro l’angolo c’è il fascismo populista.

Equivoco

L’equivoco di essere fascisti in democrazia

L’equivoco di “essere fascisti in democrazia” è il filo nero che collega la vicenda del Msi fin dall’origine a quella dei suoi epigoni. L’intreccio tra pulsioni eversive e retoriche dell’ordine, alla base della doppiezza almirantiana, diventato virulento negli anni della “strategia della tensione”, spiega l’isteria con cui i vertici di FdI tentano di esorcizzare il ruolo della destra radicale nella strage di Bologna.

Nello sport passioni tristi

Viviamo un tempo di passioni tristi, in cui il cattivo gusto va di pari passo con la retorica e la negazione del buon senso. Lo si è visto, da ultimo, nell’indecorosa fuga dal ring della pugile Angela Carini con il seguito di polemiche costruite a tavolino. C’è un’alternativa possibile ma, per costruirla, occorre non lasciare nulla che ci sembri ingiusto senza almeno un commento.

14 punti su quanto sta accadendo in Venezuela

In Venezuela l’opposizione denuncia brogli da parte di Maduro e, senza attendere il controllo finale, sostiene di aver vinto le elezioni sulla base dei verbali (incontrollati) del 40% dei seggi. Perché solo del 40% quando il sistema prevede, per ogni seggio, verbali prodotti in automatico e successivi controlli incrociati con dati a disposizione di tutti? L’anomalia è clamorosa ma gli Stati Uniti si accodano…

Se 700mila firme vi sembran poche

In sole tre settimane sono state raccolte più di 750mila firme a sostegno del referendum abrogativo della legge sull’autonomia differenziata. È un risultato che va al di là delle più rosee previsioni. Ma non basta. Le firme vanno raddoppiate: per aumentare il consenso, per lanciare la campagna referendaria che inizierà nei primi mesi del 2025, per incrinare il fronte della destra, per dare una spallata al Governo.