Non è “centro destra”, è destra estrema

È tempo di chiamare le cose con il loro nome e di riconoscere, apertamente, che al governo del Paese non c’è un centro-destra ma una destra estrema, erede del fascismo di Salò. Solo la disonestà intellettuale (nell’ipotesi peggiore) o la rimozione psicoanalitica (nell’ipotesi migliore) può indurre a continuare a parlare di “centro-destra” e a disconoscere la deriva autoritaria in atto.

Il capitano che tentò di fermare il “Figlio del secolo”

Nella serie “M – Il figlio del secolo” tratta dai romanzi di Antonio Scurati viene raccontata, tra le altre cose, la vicenda dei “fatti di Sarzana”, avvenuti il 21 luglio 1921. Fu la prima vera sconfitta delle squadre mussoliniane nella sistematica campagna di conquista del potere. Sarzana viene ricordata come una delle prime città a opporre resistenza all’ascesa del fascismo.

Le due piazze di “Repubblica” nel radioso marzo d’Europa

Michele Serra prova a convocare due piazze in una: la prima in favore dell’Europa realizzata, pronta a sacrificare il welfare in nome del militarismo; l’altra in favore dell’Europa idealizzata dalla retorica del centro-sinistra. Ma manifestare in favore dell’UE realizzata fingendo che somigli alla sua versione idealizzata rischia di legittimare la svolta a destra anche presso l’opinione pubblica democratica.

Autocrazia: come saldare capitalismo e nazionalismi

In America è arrivato al potere il suprematismo bianco, in Italia gli ultimi eredi del fascismo hanno preso il sopravvento: parti, l’uno e l’altro, di un movimento di sdemocratizzazione di portata planetaria. Non solo lo spettacolo mediatico ha ridotto le elezioni a lotteria, ma è invalso il principio che chi vince ha il diritto di governare senza vincoli. È l’effetto perverso della saldatura tra capitalismo e nazionalismi.

I due dittatori

La mera esecrazione della tendenza verso la destra più pericolosa che si diffonde nel mondo non serve a niente, così come non serve indorare l’amara pillola. Bisogna sperare e agire perché ritorni la volontà di cercare ancora le vie per usare le conquiste della intelligenza collettiva per il bene comune e non come strumenti di arricchimento dei pochi e del loro dominio. Ripensando il socialismo contro la barbarie.