Fabrizio Venafro, laureato in scienze politiche, studia la società contemporanea sotto il profilo socio economico, con taglio interdisciplinare.

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Per non soccombere: mettere al centro la crisi climatica

La crisi climatica non è meno grave di quella pandemica. Se non viene affrontata con lo stesso impegno è perché le sue vittime stanno soprattutto nelle frange sociali più deboli e nei paesi alla periferia del mondo capitalista. Ciò evidenzia l’indissolubile connessione tra la giustizia sociale e quella ambientale. Per questo, se non cambia registro e non affronta di petto la questione del clima, non c’è futuro per la sinistra.

La patrimoniale e le tasche degli italiani

Ogni volta che si parla di patrimoniale, la destra (e non solo) grida allo scandalo affermando che “si vogliono mettere le mani nelle tasche degli italiani”. Accade anche oggi, a fronte della proposta di legge popolare sul tappeto, che prevede un’imposta progressiva dall’1% al 3,5% sui patrimoni oltre i due milioni di euro. Ciò interessa l’1% della popolazione: davvero difficile identificare questo 1% con tutti gli italiani.

Le migrazioni e la falsa coscienza dell’Occidente

Le cause delle migrazioni sono determinate, in massima parte, dalle politiche che l’Occidente ha perseguito per secoli e continua a perseguire nei confronti dei paesi da cui partono i flussi. Politiche che sono dettate dal sistema capitalista. Il momento di crisi estrema che stiamo vivendo offre l’opportunità per una critica radicale che metta in discussione il capitalismo, nella sua vera essenza liberticida e distruttiva.

Violenza e democrazia. La riflessione e la propaganda

La violenza è compatibile con la democrazia? È la domanda (retorica) che si pone Ernesto Galli della Loggia a proposito della guerra distruttiva di Israele a Gaza a cui segue l’aberrate affermazione che i sistemi democratici, per vincere il male, possono sacrificare masse inermi di persone. È uno dei segni della crisi, anche concettuale, della democrazia e, con essa, della fine dell’egemonia occidentale sul mondo.

La sinistra e la critica necessaria del capitalismo

Occorre essere folli o ciechi per ignorare che il capitalismo è un sistema fallimentare. Tale fallimento si manifesta sotto tre profili ad esso coessenziali: la crescente disuguaglianza sia a livello mondiale che all’interno dei singoli paesi, la tenuta della democrazia e la crisi climatica. Da tale situazione non si esce senza una critica radicale al sistema capitalistico. È tempo che la sinistra ne tragga le conseguenze.