La destra italiana è fascista

La destra italiana – Fratelli d’Italia, in primis: ma anche la Lega e, per certi profili, Forza Italia – è una destra di stampo fascista? Alla domanda risponde, affermativamente, l’ultimo libro di Tomaso Montanari che si addentra, testi alla mano, nell’abisso di quel che, con la Costituzione antifascista, si voleva cancellare: la razza, il nazionalismo, l’identità, l’antisemitismo, il patriarcato, l’autoritarismo, le diseguaglianze, l’indottrinamento.

Il fermo preventivo: nostalgia dell’Ottocento

Il nuovo “pacchetto sicurezza” è legge. In occasione delle manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, le persone ritenute pericolose potranno essere preventivamente trattenute dalla polizia fino a 12 ore. Come gli anarchici e i socialisti ottocenteschi e gli antifascisti nel ventennio. La libertà di chi non si allinea torna in balìa dell’arbitrio poliziesco. E il nucleo liberale della Costituzione viene travolto.

Askatasuna, la violenza, il futuro

Sabato, a Torino, è successo quello che molti temevano e altrettanti speravano. Un grande corteo pacifico ha visto, al termine, scontri tra manifestanti e polizia. La violenza indiscriminata è di per sè una sconfitta. Il pestaggio di un agente isolato è una vergogna per il movimento, che deve fare una riflessione autocritica non rituale. Ma bisogna evitare di cedere alle strumentalizzazioni di una destra che cerca lo sbocco autoritario.

Trump e non solo: e se fosse un problema di stupidità?

Quando ascolto i discorsi di politici e giornalisti che tentano di interpretare i comportamenti di Trump mi scoraggio. Qualsiasi interpretazione sembra giusta e, insieme, sbagliata. Ma poi mi chiedo: e se fosse stupidità? Tutto sarebbe più naturale e conseguente. Perché la stupidità è pericolosissima e può essere furba. Se la si provoca, poi, brucia sul rogo, getta nelle segrete, rinchiude in ospedali psichiatrici gli oppositori.

Un libro felicemente illegale

Ormai la maschera è caduta e le democrazie occidentali – l’Italia tra esse – rivelano senza pudore il loro volto autoritario e repressivo. Lo segnala un recente volume a più voci, un glossario di “parole che insidiano la sicurezza” dal significativo titolo “Questo libro è illegale”, che ha il pregio di unire, alla precisione della denuncia, un elenco di buone pratiche di resistenza/ribellione (dalla disobbedienza al boicottaggio).