L’identità come arma. Il caso esemplare di Ferrara e Italo Balbo

Una delle parole che la destra utilizza per il proprio progetto di dominio culturale è “identità”. La si ritrova dappertutto, associata a un’idea infondata di appartenenza e omogeneità. Esemplare la celebrazione da parte del Comune di Ferrara del gerarca fascista Italo Balbo, assunto a simbolo della città insieme a fior di antifascisti e “dimenticando” Giorgio Bassani, vera immagine culturale di Ferrara nel mondo

Ferrara celebra Italo Balbo, squadrista e colonialista

Italo Balbo è stato un fascista della prima ora, picchiatore e squadrista, quadrumviro della marcia su Roma, ministro e governatore della Libia, dove si distinse per un colonialismo particolarmente sanguinario. Eppure oggi Ferrara lo celebra come cittadino illustre nel “Festival delle Città identitarie”. È una delle tecniche del nuovo fascismo: rendere i gerarchi neri simboli dell’identità italiana, normalizzarli, celebrarli.

La truffa del capitalismo: a margine di un libro di Clara Mattei

L’idea che la forma economica della nostra attuale società, cioè il capitalismo, sia qualcosa di naturale, di inevitabile ed eterno quanto la forza di gravità è una truffa. È la linea guida dell’ultimo libro di Clara Mattei (“Fuga dal capitalismo”) che ricostruisce e analizza alcune delle tappe che hanno prodotto questa costruzione sociale. Resta aperto il problema del come costruire un’alternativa…

C’è una priorità: contrastare il fascismo (di Meloni e di Vannacci)

Le parole d’ordine di Roberto Vannacci sottintendono messaggi razzisti e promesse illusorie ma possono risultare efficaci. E una sua alleanza con Meloni, tutt’altro che irrealistica nonostante gli attuali dinieghi, con conseguente successo elettorale, sarebbe devastante per lo stesso sistema costituzionale. Di qui la necessità della più ampia convergenza elettorale di tutte le forze che si oppongono alla destra.

Ci vuole un Comitato di Liberazione Nazionale

Il nostro assetto costituzionale è in pericolo e non sopravviverebbe a una vittoria della destra nelle prossime elezioni. L’entità della sfida richiede, come nella Resistenza, la costruzione di un Comitato di Liberazione Nazionale. Non a qualunque costo, peraltro, ma con un forte rinnovamento e un profondo ripensamento delle politiche perseguite inseguendo destra e liberismo e della posizione nei confronti della guerra.

Questo 25 aprile

Quest’anno, il 25 aprile ci richiama a tre questioni, fondamentali nel 1945 e oggi di prepotente attualità: la liberazione dal fascismo, la fine della guerra voluta da Hitler e Mussolini e l’adozione della Costituzione repubblicana. Il fascismo è di nuovo nelle istituzioni, la guerra dilaga nel mondo, la Costituzione è sotto attacco. Il 25 aprile, lungi dall’essere una vuota celebrazione, deve essere il richiamo a una nuova resistenza.

La destra italiana è fascista

La destra italiana – Fratelli d’Italia, in primis: ma anche la Lega e, per certi profili, Forza Italia – è una destra di stampo fascista? Alla domanda risponde, affermativamente, l’ultimo libro di Tomaso Montanari che si addentra, testi alla mano, nell’abisso di quel che, con la Costituzione antifascista, si voleva cancellare: la razza, il nazionalismo, l’identità, l’antisemitismo, il patriarcato, l’autoritarismo, le diseguaglianze, l’indottrinamento.

Il fermo preventivo: nostalgia dell’Ottocento

Il nuovo “pacchetto sicurezza” è legge. In occasione delle manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, le persone ritenute pericolose potranno essere preventivamente trattenute dalla polizia fino a 12 ore. Come gli anarchici e i socialisti ottocenteschi e gli antifascisti nel ventennio. La libertà di chi non si allinea torna in balìa dell’arbitrio poliziesco. E il nucleo liberale della Costituzione viene travolto.