La guerra e soldati che non sparano

La storia è piena di guerre, ma anche di soldati che, in varie epoche e su diversi fronti, non si sono impegnati quanto previsto nel colpire, trafiggere, scannare, squartare, massacrare altre persone. Ossia nello svolgere il mestiere per cui erano stati addestrati. È difficile crederlo in questi giorni in cui si sentono quasi solo venti di guerra eppure, a ben guardare, gli esempi non mancano.

Siamo in guerra, nonostante l’articolo 11 della Costituzione

Siamo in guerra. Inviare armi a un paese belligerante significa entrare a far parte dei paesi belligeranti. Eppure per aiutare gli ucraini oggi, come ieri altri popoli bombardati e in fuga, o bombardati mentre fuggono come i kosovari nel treno abbattuto dalle nostre armi intelligenti, servono politica, mediazione, diplomazia. Servono bende, ospedali, medicine, cibo, accoglienza. Non altre armi.

«L’aiuola che ci fa tanto feroci»

Sette secoli dopo, l’«aiuola che ci fa tanto feroci» di cui parla Dante nella Divina commedia, è un’aiuola infetta. Il genere umano si è diviso, ancora una volta, per contendersi e dividersi l’aiuola. Ferocemente. Giungendo a sfiorare l’arma più folle: l’arma omicida suicida. La distruzione. La fine di tutto, di se stesso e dell’aiuola. Fermiamoci. Salus mundi suprema lex esto.

Firenze tradisce La Pira

Papa Francesco torna a Firenze per un convegno della Conferenza episcopale su “Mediterraneo frontiera di pace”. Occasione felice nella città di Giorgio La Pira. Ma c’è una contraddizione: a concludere una sessione c’è l’ex ministro dell’interno Marco Minniti, già costruttore di muri nel Mediterraneo e oggi presidente di MedOr, controllata da Leonardo, tra i primi produttori di armi al mondo.

Ai confini della realtà: più armi e meno ospedali

A fronte della crescita impetuosa della pandemia il Governo interviene in modo contraddittorio e irrazionale. Ma, intanto, diminuisce la spesa sanitaria, rapportata al PIL, e aumenta quella militare, che toccherà quest’anno i 26 miliardi di euro, con un incremento di quasi 5 miliardi rispetto al periodo pre-pandemico. C’è davvero di che aver paura.