Le migrazioni e la falsa coscienza dell’Occidente

Le cause delle migrazioni sono determinate, in massima parte, dalle politiche che l’Occidente ha perseguito per secoli e continua a perseguire nei confronti dei paesi da cui partono i flussi. Politiche che sono dettate dal sistema capitalista. Il momento di crisi estrema che stiamo vivendo offre l’opportunità per una critica radicale che metta in discussione il capitalismo, nella sua vera essenza liberticida e distruttiva.

Quando il delirio bellicista seduce anche la sinistra

La corsa agli armamenti accomuna destra e sinistra, Meloni e Mattarella, militari e intellettuali. A guidarla è il mito della cosiddetta deterrenza. Eppure la storia insegna che armarsi porta, prima o poi, alla guerra e la realtà mostra paesi senza esercito che vivono in pace da decenni. In questa situazione opporsi al delirio bellicista, in cui c’è chi arriva a invocare “uomini risoluti a uccidere e a morire”, è una priorità assoluta.

L’altra America: si riaffacciano le lotte dei lavoratori

Negli Stati Uniti la spesa per armi, il mancato rinnovo della assicurazione medica per le fasce deboli e l’abbassamento delle tasse per i ricchi hanno colpito duramente lavoratrici e lavoratori. Il mondo del lavoro però, seppur con grandi difficoltà, si sta riorganizzando: dallo sciopero nella multinazionale Starbucks alle lotte nel settore del lavoro pubblico pare cominciato un ciclo di lotte destinato a non esaurirsi.

Controfinanziaria 2026: una proposta alternativa

Il Rapporto “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace l’ambiente” di Sbilanciamoci! contiene, anche quest’anno, a fianco della critica della legge di bilancio proposta dal Governo una Controfinanziaria. Una manovra alternativa a saldo zero: 111 proposte da poco più di 55 miliardi di euro, per un’Italia capace di futuro, a partire dal potenziamento della sanità pubblica e da una politica industriale per la transizione.

La guerra e la costruzione del nemico

La costruzione del nemico è da sempre una strategia fondamentale nelle guerre, impiegata indifferentemente da aggressori e aggrediti, paesi democratici o autocratici e, naturalmente, dai media schierati dalla parte dei governi. Un ruolo importante in essa ha l’evocazione di armi segrete, poco importa se vere o presunte (come emerso clamorosamente nel 1993 in Iraq). Non sfugge alla regola l’attuale guerra in Ucraina.

Manovra 2026: armi e austerità

Dimenticate le promesse elettorali e le invettive di un tempo, oggi il Governo indossa l’elmetto e sacrifica welfare e salari. La manovra, da 18 miliardi di euro, è, infatti, in gran parte costruita su tagli alla spesa pubblica e su entrate una tantum. È la logica del rigore, tornata a dominare dopo la parentesi pandemica e la sospensione del Patto di stabilità. Salvo che per le armi. Per i missili, i cannoni, i carri armati, non ci sono vincoli di bilancio.

Contro il genocidio: a quando uno sciopero generale?

Mai abbiamo assistito in diretta al genocidio di un popolo compiuto da un nostro alleato. Di Gaza sappiamo tutto; persino ciò che accadrà domani. Ma non facciamo niente: né di concreto, come interrompere i rapporti con Israele o imporre sanzioni, né di simbolico, come riconoscere lo Stato di Palestina. Il sindacato si è mosso, ma troppo timidamente. Cosa deve ancora accadere perché si arrivi a uno sciopero generale?

Il taser non è né indispensabile né innocuo

Anche di fronte agli ultimi fatti di cronaca in cui l’uso del taser nei confronti di due persone fragili e in stato di agitazione ne ha provocato la morte il ministro, dell’Interno non ha dubbi o incertezze e definisce il taser uno strumento “imprescindibile”e non pericoloso. Non è così, come dimostrano diverse indagini, e questa sicurezza inquieta doppiamente per l’impermeabilità della polizia ad ogni confronto sull’uso delle armi.