Pierpaolo Brovedani, pediatra, già responsabile FP CGIL Medici e Dirigenti Sanitari di Trieste, è attualmente presidente della Sezione CGIL dell'ANPI di Trieste .
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Il presidente Fedriga, ultimo dei mohicani, non si rassegna al divieto del terzo mandato. Ciò, unitamente all’elezione diretta con premio di maggioranza e alle ulteriori competenze connesse all’autonomia differenziata, conferirebbe a un uomo solo una pericolosa e incontrastata libertà decisionale. Ma è proprio quel che si vuole…
Dopo decenni d’attesa, la legge n. 33 del 2023 sembrava avere finalmente avviato la (necessaria) riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. La legge era, in realtà, inadeguata ma si sperava nel decreto legislativo. Speranze deluse ché il decreto ha assecondato gli aspetti peggiori della legge delega e ha evitato ogni aumento di risorse e di personale: le classiche nozze con i fichi secchi.
Giovedì 8 febbraio alla Camera è stata scritta una pagina nera sulla storia delle foibe. PD e M5S hanno contribuito ad approvare una legge che, in relazione alla Giornata del Ricordo, finanzia le associazioni della destra post-fascista, escludendo gli istituti storici e consolidando così la narrazione unilaterale e faziosa della vicenda delle foibe.
La legge n. 33/2023 sulla non autosufficienza (o, meglio, in favore delle persone anziane) attende, entro il gennaio 2024, i decreti delegati sui punti fondamentali (dall’assistenza sociale, sanitaria e sociosanitaria e relative risorse alle politiche di promozione dell’inclusione sociale e di prevenzione della fragilità). Le carenze che l’accompagnano fanno temere che si tratti dell’ennesima occasione mancata.
A Trieste viene istituito un premio per giovani reporter, intitolato ad Almerigo Grilz, noto, più che per i sui modesti servizi giornalistici, per i trascorsi nel Fronte della gioventù, le spedizioni punitive, i saluti nazisti, le celebrazioni del duce. Peccato che della giuria facciano parte giornalisti come Giovanna Botteri e Peter Gomez.
Alla fine mi sono preso anch’io il Covid (con manifestazioni di un certo rilievo). E ho capito alcune cose. Che il malato a casa è mediamente abbandonato a se stesso e che il ricorso a terapie appropriate è un terno al lotto. Di più, che la campagna vaccinale è stata condotta in maniera scadente e che il depauperamento del Servizio sanitario nazionale ha prodotto un disastro. Non è poco.
La salute come bene comune era l’elemento chiave della legge n. 833 del 1978, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale. In 40 anni, peraltro, tutto è cambiato: dapprima con un processo di aziendalizzazione attento ai bilanci anziché alle persone, poi con uno spazio crescente al privato, infine con lo smembramento dell’unico Servizio sanitario nazionale in 21 Servizi sanitari regionali.
Gli spot umanitari per raccogliere fondi abbondano. Spesso con immagini di bambini, per lo più africani, in condizioni di sofferenza o denutrizione. Anche da parte di ONG di primo piano. Qualunque sia il fine, è una pratica inaccettabile che viola protocolli e offende la dignità dei bambini.