Pierpaolo Brovedani, pediatra, già responsabile FP CGIL Medici e Dirigenti Sanitari di Trieste, è attualmente presidente della Sezione CGIL dell'ANPI di Trieste .

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Non autosufficienza: di male in peggio

Dopo decenni d’attesa, la legge n. 33 del 2023 sembrava avere finalmente avviato la (necessaria) riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. La legge era, in realtà, inadeguata ma si sperava nel decreto legislativo. Speranze deluse ché il decreto ha assecondato gli aspetti peggiori della legge delega e ha evitato ogni aumento di risorse e di personale: le classiche nozze con i fichi secchi.

Legge per la non autosufficienza: così non va bene

La legge n. 33/2023 sulla non autosufficienza (o, meglio, in favore delle persone anziane) attende, entro il gennaio 2024, i decreti delegati sui punti fondamentali (dall’assistenza sociale, sanitaria e sociosanitaria e relative risorse alle politiche di promozione dell’inclusione sociale e di prevenzione della fragilità). Le carenze che l’accompagnano fanno temere che si tratti dell’ennesima occasione mancata.

Considerazioni di un medico malato di Covid

Alla fine mi sono preso anch’io il Covid (con manifestazioni di un certo rilievo). E ho capito alcune cose. Che il malato a casa è mediamente abbandonato a se stesso e che il ricorso a terapie appropriate è un terno al lotto. Di più, che la campagna vaccinale è stata condotta in maniera scadente e che il depauperamento del Servizio sanitario nazionale ha prodotto un disastro. Non è poco.

C’era una volta il Servizio Sanitario Nazionale

La salute come bene comune era l’elemento chiave della legge n. 833 del 1978, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale. In 40 anni, peraltro, tutto è cambiato: dapprima con un processo di aziendalizzazione attento ai bilanci anziché alle persone, poi con uno spazio crescente al privato, infine con lo smembramento dell’unico Servizio sanitario nazionale in 21 Servizi sanitari regionali.