Violenza di polizia

Gli abusi e le violenze di polizia accertati a Verona non sono un caso isolato. C’è un filo rosso che li collega a numerosi precedenti altrettanto gravi e ne fa una triste costante. Non basta, per sradicarli, un sussulto di responsabilità interno (pur doveroso). Occorrono una seria analisi autocritica su quanto è accaduto e l’adozione di strumenti di controllo e trasparenza veicolati da un osservatorio pubblico permanente.

La scuola tra interventi educativi e cani poliziotto

Una scuola superiore, un allarme antincendio, controlli antidroga nelle aule, un professore censurato per aver denunciato l’accaduto su Facebook. È solo uno dei blitz delle forze dell’ordine in aule scolastiche alla ricerca di droga. Contro ogni evidenza educativa. Perché, come dice un preside: «Non sopporto l’idea che un cane punti un ragazzo, mi ricorda brutte cose del passato… Preferisco puntare su psicologi, educatori, tutor».

Il sottile confine tra quotidianità e orrore

Le cronache sono piene dell’omicidio di Giulia Tramontano, uccisa dal partner. L’orrore è sacrosanto ma, paradossalmente, finisce per occultare la quotidianità delle donne, fatta, spesso, oltre che di molestie fisiche e verbali, di ricatti, impliciti o espliciti, non solo nel frivolo mondo del cinema o nella fabbrica con scarsa presenza sindacale, ma anche in contesti “perbene” come studi professionali o Università.

Acque agitate

A fianco delle concessioni balneari ce ne sono altre, ugualmente scandalose, di cui non si parla: quelle per l’imbottigliamento delle acque minerali e lo sfruttamento di quelle termali, da cui lo Stato incassa canoni ridicoli a fronte di un mercato in cui i privati accumulano profitti ingenti. E ciò in uno scenario globale nel quale si assiste addirittura alla finanziarizzazione dell’acqua. Non è poco, soprattutto in tempi di siccità.

La scuola e il “merito” di Barbiana

Il centenario della nasciata di don Milani ha riproposto due cardini del suo insegnamento: la necessità di una scuola inclusiva e accogliente e il ruolo della lingua come strumento di rivendicazione sociale e di denuncia delle ingiustizie. Con un corollario: il “merito” della scuola è solo la sua capacità di valorizzare ciascuno muovendo dal punto di partenza in cui lo hanno collocato il caso, o la vita.

La sanità oltre la privatizzazione

Dopo la privatizzazione si assiste, per la Sanità, alla concentrazione di capitali e alla finanziarizzazione, che affidano le politiche del settore al “mercato” e ai “mercanti”. In Italia ciò accade soprattutto nel settore farmaceutico e nella Regione Lombardia ma il fenomeno è in espansione. Per arginarlo non c’è che il protagonismo del pubblico, cioè l’opposto della politica di questo Governo (e di quelli che lo hanno preceduto).

Don Lorenzo Milani, il prete che ha cambiato la società civile

In molti, a cent’anni dalla nascita, tentano di impadronirsi della figura di don Milani. Senza successo. Ché quel prete distante da ogni potere, deciso a schierarsi senza tentennamenti dalla parte dei poveri e dei diseredati di ogni angolo della terra e capace di far diventare Barbiana, una parrocchia di cento anime, il centro del mondo, è stato più laico dei laici e più cristiano della chiesa e delle sue gerarchie.

L’obiezione di coscienza di don Lorenzo Milani

Ricorre in questi giorni il centenario della nascita di don Lorenzo Milani. Il suo esempio è un invito a uscire dalla generica ribellione, a costruire insieme scavando nelle coscienze, a lavorare per una società che accoglie e include i più fragili, i deboli, i più lontani. La possibilità di un progresso morale dell’umanità non oscurato dal progresso tecnico poggia su un patto che unisca la sovranità alla responsabilità individuale.

La libertà fragile delle donne

C’è, all’interno del femminismo una vivace contrapposizione, e talora un vero e proprio scontro, sui temi della libertà di prostituirsi, della libertà di portare avanti gravidanze per altri e della libertà di indossare o meno veli islamici. Un recente libro di Valentina Pazé segnala i rischi di un approccio che trascuri le condizioni materiali delle donne e non approfondisca il rapporto tra scelta e mercato.

La salute come diritto universale. Scaduto?

Gli ultimi 50 anni coincidono con un processo di trasformazione radicale della società: da orizzonte di promozione della universalità dei diritti individuali e collettivi a sistema che vede gli umani come variabile dipendente dai “diritti proprietari”. Questa storia insegna che i diritti non “sono” ma possono solo “divenire” inviolabili, come prodotto di un laboratorio permanente di ricerca e generato dal terreno reale.