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“Il vecchio muore e il nuovo non può nascere”

“La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati.” Questa considerazione di Antonio Gramsci dal carcere ci aiuta a capire anche la situazione del mondo in questo momento cruciale. A volte sembra che l’Occidente, panciuto e superbo, cammini a occhi bendati sul trampolino di una piscina senz’acqua, come Mr Bean.

“Senza casa, senza futuro”: universitari e non solo

A oltre un mese dall’inizio della colorita protesta degli studenti contro il caro affitti il quadro è immutato. In Italia solo il 5% degli studenti universitari vive in uno studentato pubblico (contro una media europea del 18%) e i prezzi degli affitti sono sempre più alti. È lo specchio di un Paese in cui manca un piano casa strutturato, con politiche in grado di rispondere alle necessità delle persone e ai problemi dei centri storici.

Umanità dispersa: quando la morte non è una livella

Sono disperse nell’Oceano Atlantico cinque persone ricche che erano a bordo di un sommergibile. Sono disperse nel mar Mediterraneo 500 persone povere che erano a bordo di un peschereccio. Dieci navi e diversi robot sottomarini stanno cercando i cinque turisti in fondo all’oceano. Per i 500 poveri si attende che eventualmente il mare restituisca i corpi. Non è vero che la morte è una livella.

Capire: il ruolo (dimenticato) dell’intellettuale

Per il pensiero dominante “spiegare è già giustificare”. Così, con riferimento alla guerra in Ucraina (come in passato di fronte ad alcuni attentati islamici), chi esce dal coro e prova a ragionare è coperto di contumelie. Accade, in questi giorni, a Moni Ovadia. È un atteggiamento tanto facile quanto fallace. Perché il compito dell’intellettuale è quello riassunto nel motto di Spinoza: «Non ridere, non piangere, ma capire».

Lo stato dei figli: una questione di diritti fondamentali

La richiesta della Procura di Padova di correggere gli atti di nascita di 33 figli di coppie dello stesso sesso cancellando il nome della madre non biologica e rettificando il cognome dei minori desta grande perplessità: perché in contrasto con un’ampia giurisprudenza sopranazionale e nazionale e perché il diritto deve proteggere i legami familiari che si fondano sull’affetto, sull’amore e sulla cura reciproca e non ostacolarli.

Imposizioni di Governo e autonomia dell’Università: un contributo dalla Spagna

«Ho saputo della scelta del rettore dell’Università per stranieri di Siena di rifiutare l’adesione al lutto nazionale per la morte di Silvio Berlusconi, mentre ero a Madrid nella mia Università. È una decisione saggia ed equilibrata che gli fa onore. Se Tomaso Montanari è colpevole di difendere i valori della Costituzione della Repubblica Italiana, anche io mi sento colpevole».

Un’omelia fuori luogo

Incredibile omelia quella dell’arcivescovo di Milano per i funerali di Silvio Berlusconi: un inno alla autorealizzazione edonistica insofferente di ogni vincolo etico e sociale. Nessun cenno agli altri, in particolare agli ultimi e ai penultimi. Era lecito attendersi ben altro, nella tradizione di S. Ambrogio: un pietoso affidamento espresso con parole come «È un uomo e ora incontra Dio».

Le bandiere della Stranieri oggi non sono a mezz’asta

All’Università per Stranieri di Siena oggi le bandiere non sono a mezz’asta, come pure vorrebbe il Governo. L’università non è una prefettura: è una comunità scientifica che costruisce un progetto di educazione, cioè di pieno sviluppo della persona umana e di formazione alla cittadinanza. Se si inchina nell’omaggio alla figura di Silvio Berlusconi perde ogni credibilità educativa, e morale. E, da rettore, nel mio piccolo, non mi adeguo.