Frontex, i diritti umani, il Politecnico di Torino

Da quattro anni il Politecnico di Torino produce e fornisce a Frontex (l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera) cartografia digitale, mappe di infografica e map book, nonostante il più volte denunciato coinvolgimento dell’Agenzia in violazioni dei diritti umani. Vanamente l’Università, partner nell’accordo iniziale con Frontex, si oppone e chiede delucidazioni e documentazione.

“Salviamo il Servizio Sanitario Nazionale”. Un appello di medici e scienziati

Il Servizio Sanitario Nazionale, forse la più importante conquista della Repubblica, è in grave crisi per mancanza di progettualità e di finanziamenti adeguati. Occorre intervenire adeguando il suo finanziamento agli standard dei Paesi europei avanzati (8% del PIL), ed è urgente e indispensabile, perché un Servizio Sanitario che funziona non solo tutela la salute ma contribuisce anche alla coesione sociale.

Clic senza frontiere: cosa c’è alla base dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale è il frutto di miliardi di clic che “imboccano” un algoritmo e gli consentono di fare previsioni attendibili. Ma questi clic, che rendono il dato finale merce pregiata, sono, a loro volta, frutto del lavoro invisibile e sottopagato di milioni di lavoratori collocati in tutto il mondo, da Gallarate a Lagos e a Bangkok. Il tutto nella nostra tranquilla ignoranza, propiziata da una sorta di infatuazione collettiva.

La Pasqua più difficile

È una Pasqua piena di angoscia. Assistiamo a mattanze che pensavamo superate dal sentire collettivo. La regola è la guerra: di popoli, di culture e di economie tra di loro, del genere umano contro l’ecosistema, del genere maschile contro quello femminile. A fronte di ciò la Pasqua, per un cristiano, deve essere segno di alterità, di riferimento a un amore che non cerca il sacrificio ma lo accetta se può essere luce per altre e altri.

La scuola senza insegnanti e un ministro incapace

La precarietà nella scuola e la necessità di immettere un numero consistente di insegnanti sono pacifiche. Ma bisognerebbe agire con un razionalità. Invece il Ministero ha previsto concorsi per stabilizzare i precari e inserire nuovi insegnanti ma in modo del tutto illogico, prevedendo, senza un perché, che i vincitori degli ultimi concorsi abbiano la precedenza sui colleghi già in graduatoria. E le proteste si moltiplicano

L’etica non abita nel calcio

Il mondo del calcio non è terreno di particolare moralità. Alcuni episodi recenti, poi, mostrano un’ulteriore caduta: dallo scandalo che coinvolge il presidente della Federcalcio Gravina a quello che in cui è implicato lo juventino Ferrero. Intanto, sullo sfondo, si definiscono nuovi assetti proprietari con l’intreccio di tycoon e fondi di investimento. Sapere da dove vengano i soldi sembra non contare nulla, purché ci siano.

Il caso Di Cesare: un post infelice e gli impropri richiami alla “fedeltà all’istituzione”

Il post di Donatella Di Cesare in morte di Barbara Balzerani ha prodotto una tempesta mediatica, travolgendo ogni parvenza di razionalità in punto uso dei social, conti con il terrorismo e ruolo degli intellettuali. Era un post infelice. E allora? In una democrazia bisogna garantire anche il diritto di dire “stronzate”. Per poterle criticare, smontare, relativizzare. Ma mai per metterle a tacere. È ciò che compete all’intellettuale pubblico.

Perché a scuola si ride così poco?

La madre di una bambina si rivolge all’insegnante (maschio) della figlia chiamandolo “professoresso”. Meglio di un trattato di sociologia sulla composizione di genere della scuola! Ma anche un’occasione per riscoprire quel senso dell’umorismo la cui mancanza ha generato una scarsissima capacità della scuola di mandare collettivamente al diavolo, con una risata, proposte didattiche strambe, inefficaci e regressive.

«Ringraziate i ragazzi che scendono in piazza e non hanno paura!»

«A Pisa il 23 febbraio non c’è stato nessuno scontro. Siamo stati picchiati e basta. Mentre eravamo pacifici, disarmati e con le mani alzate. E voi, rappresentanti della politica, state coprendo tutto questo, invece di chiedere, prima di tutto, scusa. Ma noi siamo ancora qua, non abbiamo paura e continueremo a lottare per un paese migliore. Con il vostro atteggiamento ci avete dato un motivo in più per scendere in piazza».