Dall’hard al soft: strategia della tensione 2.0

Le proteste contro la guerra fanno tremare le classi dirigenti dell’Occidente. Da qui una versione aggiornata della strategia della tensione: i media producono e diffondono, a partire alle manifestazioni pro-Palestina, un senso di panico, dipingendo i dimostranti, seppur senza fondamento, come intolleranti, violenti, potenziali terroristi. E la criminalizzazione del dissenso favorisce l’irrigidimento autoritario del sistema.

Noi, i nostri comportamenti, la guerra

I nostri comportamenti dicono molto rispetto ai valori che ci guidano. Certi modi di agire, a cominciare da quelli che caratterizzano le interazioni sui social, sono sintonici con il clima di surriscaldamento bellico in cui siamo immersi. Forse la cura delle nostre relazioni, virtuali o meno, e la pratica della gentilezza potrebbero tornare utili anche per allontanare la guerra, oltre che per vivere meglio e in un mondo migliore.

Buongiorno Generale

Lo sa generale perché ringrazio di non essere finita in una classe speciale? Perché senza una scuola pubblica aperta a tutti, non mi sarei mai sognata di diventare avvocata; senza una gita scolastica aperta anche a me, non avrei imparato a muovermi e cercare quello che mi piace fuori da casa; senza una scuola con i normodotati non avrei amici con cui condividere la passione per lo sport, la montagna, i viaggi o il cinema.

L’arte abbandonata della memoria

L’arte della memoria, celebrata dai classici, sembra una cosa d’altri tempi. Oggi sono molto pochi quelli che la cotivano e c’è un ricorso quasi esclusivo alla memoria artificiale, cioè alla conservazione delle informazioni affidata a supporti elettronici (smartphone, hard disk, touch screen e quant’altro). Ma ciò rischia di essere una “trappola collettiva”.

La Germania legalizza l’uso ricreativo della cannabis

Dal 1 aprile 2024 in Germania l’uso personale della cannabis a scopo ricreativo è legale. Un paese di 80 milioni di abitanti, nel cuore dell’Europa, avvia un’ampia sperimentazione di legalizzazione di hashish e marijuana sostituendo la repressione del consumo e dei consumatori con la regolamentazione dell’uso e la responsabilizzazione degli utilizzatori. I problemi non mancano ma è un primo passo importante.

Libertà di insegnamento o scuola di regime?

Il ministro dell’istruzione, allertato dall’intelligence, «avvia verifiche per appurare se i contenuti di alcuni manuali per le scuole medie presentino un’impostazione faziosa e distorta della realtà storica, in favore della narrazione della Russia putiniana e dell’Unione Sovietica comunista». L’obiettivo è una scuola trasformata in terreno di propaganda, controllata, indirizzata e corretta. E non è un caso isolato.