Rocco Artifoni è presidente nazionale dell’Associazione per la riduzione del debito pubblico (ARDeP), referente per la Lombardia dell’Associazione Art. 53, responsabile comunicazione del Coordinamento provinciale di Bergamo di Libera e del Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione.

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La bufala dell’irresponsabilità dei magistrati

È affermazione diffusa tra i fautori del Sì nel referendum che i magistrati non vengono mai puniti per gli illeciti commessi. I dati dicono il contrario. Ogni anno vengono avviati circa 90 procedimenti disciplinari (di cui solo il 30% dal ministro della giustizia) che si concludono con condanne nella metà dei casi. Delle assoluzioni, poi, solo il 5% è impugnato dal ministro (che, evidentemente, ne considera giusto il 95%)…

La bufala del taglio dell’Irpef per i ceti medi

Il Governo mena gran vanto per la riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% per il secondo scaglione dell’Irpef inserito nella manovra economica, dichiarando che essa va a beneficio del ceto medio. L’affermazione è smentita da tutti i calcoli matematici e dalle analisi delle istituzioni preposte che dimostrano come si tratta, in realtà, di un regalo di 2,7 miliardi ai redditi più elevati. Ma non importa, basta continuare a dire il contrario.

Viva il Belpaese in cui l’evasione fiscale cresce e si riducono le tasse ai ricchi!

A dirlo è il Ministero dell’Economia e delle Finanze: nel 2022 (anno di insediamento del Governo Meloni) l’evasione fiscale è aumentata di 19 miliardi rispetto all’anno precedente, passando da 82,4 a 101,5 miliardi. L’importo è simile a quello della finanzia in preparazione in questi giorni. L’allegra risposta del Governo è la quinta puntata della sanatoria fiscale e la riduzione delle imposte ai contribuenti più ricchi.

Ma dove vanno i milionari

Il primo ministro francese François Bayrou accusa l’Italia di “dumping fiscale”, cioè di offrire una tassazione eccessivamente favorevole per attrarre contribuenti stranieri. Il Governo italiano si scandalizza ma, in effetti, per gli stranieri ricchi che si trasferiscono in Italia è prevista una tassa forfettaria di 200 mila euro all’anno. La conseguenza è che siamo al terzo posto tra le mete dei ricchi che vogliono cambiare nazione di residenza.

Italia, paradiso fiscale per ricchi stranieri

«L’Italia attrae ricchi stranieri grazie al suo regime fiscale estremamente vantaggioso. Due banchieri svizzeri hanno recentemente approfittato di questo sistema, che consente loro di dedurre milioni di euro di tasse». Non è una fake news. Dal 2017, infatti, l’Italia offre un sistema fiscale vantaggioso, con pagamento di un’imposta forfettaria, per i ricchi stranieri che stabiliscono da noi la propria residenza fiscale.

La stella e il bambino

Mi chiamano cometa e dicono che 2025 anni fa ho guidato tre strani personaggi a Betlemme. Così risulta in un affresco di un tal Giotto. In verità io ero solo un frammento di un’esplosione stellare. E anche le date non coincidono. Ma se quel frammento ha aiutato qualcuno a riconoscere un bimbo che ha cercato di cambiare il mondo ne sono contenta. E vi lascio un invito: quando guardate le stelle e i bambini lasciatevi illuminare.

Te la do io l’efficienza!

La sbandierata efficienza del Governo esiste solo sulla carta. Lo si vede dai cosiddetti decreti attuativi, necessari per rendere operativa gran parte delle leggi. Un monitoraggio di Open Polis mostra che, nei primi due anni di Governo Meloni, ne è stata emanata meno della metà di quelli necessari (397 su 800). E – quel che è peggio – ciò sta bloccando risorse per 12,8 miliardi di euro.

Solidarietà sociale e fisco

Nelle culture antiche (da quella greca alla Bibbia) la pratica reciproca della solidarietà ha un ruolo centrale fino ad essere, talora, considerata un vero e proprio dovere. L’impostazione ha segnato profondamente anche la nostra Costituzione e i suoi istituti. Il fisco, in particolare, ne è la traduzione, mentre l’evasione fiscale è una dissociazione dalla reciprocità, una schizofrenia sociale, uno sfregio alla civiltà.

Debito pubblico e altri animali

3.000 miliardi di euro. È il debito pubblico italiano nel 2024. 50mila euro per abitante della penisola. Come dice il Governatore della Banca d’Italia, «l’Italia è l’unico Paese dell’area euro in cui la spesa pubblica per interessi sul debito è pressoché equivalente a quella per l’istruzione». Ma il Governo pensa a come ridurre le tasse. Anche se ciò significa solo nascondere la testa sotto la sabbia.