Razzismo: il ministro Lollobrigida ci ricasca

Il ministro Lollobrigida ci ricasca anche se tenta, goffamente, di occultare la propria ideologia xenofoba sostituendo il termine “razza” con “etnia”. Quel che il ministro non coglie è che – come la storia insegna – si è italiani non per via di sangue, etnia, fede o lingua, ma solo per via di cultura, ricerca, patrimonio storico e artistico: cioè per via di inclusione, evoluzione continua, contraddizione, pluralità.

La doppia morte dei naufraghi di Cutro

Dopo la tragedia di Cutro era lecito attendersi che il Governo intervenisse sui canali di ingresso di lavoratori stranieri e sulle procedure per un accesso sicuro ai richiedenti asilo. Nulla di tutto questo. Al contrario, Governo e Parlamento hanno limitato la protezione speciale per chi rischia, nel proprio Paese, violazioni del diritto al rispetto della vita privata e familiare. Così i morti di Cutro sono morti una seconda volta.

La salute come diritto universale. Scaduto?

Gli ultimi 50 anni coincidono con un processo di trasformazione radicale della società: da orizzonte di promozione della universalità dei diritti individuali e collettivi a sistema che vede gli umani come variabile dipendente dai “diritti proprietari”. Questa storia insegna che i diritti non “sono” ma possono solo “divenire” inviolabili, come prodotto di un laboratorio permanente di ricerca e generato dal terreno reale.

Il Politecnico, Frontex e l’etica della ricerca

Il Politecnico di Torino, trascinando con sé anche l’Università, stringe un accordo per la produzione di cartografia con Frontex e lo tiene fermo nonostante le documentate denunce sul coinvolgimento dell’agenzia nei violenti respingimenti dei migranti alle frontiere europee. Per contrastare e denunciare questa impropria commistione è nato “Certo” (Coordinamento per l’Etica della Ricerca di Torino).

Difensori dell’ambiente o associati per delinquere?

Sempre più frequenti e vivaci si fanno le azioni di gruppi di ecologisti (tra gli altri Extinction Rebellion e Ultima Generazione) finalizzate a risvegliare un’opinione pubblica anestetizzata, a convincere i decisori che non c’è più tempo, a costringerli a cambiare rotta. A fronte di ciò lo Stato, anziché cogliere le istanze, mette in atto una repressione dura, fino a qualificare i movimenti come associazioni per delinquere.

Ripudiare la pace e giocare a scacchi con la morte

La pretesa della NATO, dell’UE e degli altri paesi della Santa alleanza occidentale di fornire un crescendo di aiuti militari all’Ucraina per consentirle di vincere rapidamente la guerra ha come unico sbocco la continuazione di una strage insensata e senza fine. Pretendere di sconfiggere e umiliare una superpotenza dotata di 6.000 testate nucleari è come giocare a scacchi con la morte.

«Ninna nanna della guerra»

La situazione ucraina ripropone un copione ben noto. Con la guerra fanno i soldi le industrie belliche e quando la guerra finirà, oltre alle industrie belliche, faranno i soldi le aziende impegnate nella ricostruzione del paese distrutto. Ci sarà lavoro per ingegneri, elettricisti, muratori… Un affare da 400 miliardi di dollari che già fa gola a tanti e anche Giorgia Meloni, nel suo piccolo, comincia ad allungare le mani

L’orsa JJ4 e noi umani

Tutti, competenti e incompetenti, dicono la loro sul destino dell’orsa JJ4 che in Trentino, forse preoccupata per la sicurezza dei propri cuccioli, ha aggredito e ucciso Andrea Papi mentre correva nel bosco. Se ne discute come se l’orsa fosse un essere umano e avesse senso, per lei, discettare di “punizione”. Io di risposte certe non ne ho, ma vorrei che si parlasse un po’ di più di noi: di adeguatezza dei progetti, di educazione, di informazione.

Slavina

La slavina

La hybris occidentale sembra ormai giunta al capolinea. L’Occidente rappresenta meno di un ottavo della popolazione mondiale ma pretenderebbe di decidere per tutti, grazie al predominio militare americano e all’asservimento dell’Europa. Ma la slavina ha già incominciato a precipitare..

Dopo il 1° maggio

Il 1° maggio a Torino è, come si dice, andato bene… Dopo anni, il corteo ha potuto raggiungere piazza San Carlo tutto intero, compreso lo spezzone sociale, senza blocchi e attacchi di polizia. L’esito positivo è stato consentito da una preparazione in cui si sono confrontate realtà diverse accomunate dall’obiettivo di realizzare il massimo di unità possibile. L’alternativa, per una sinistra divisa, può cominciare da qui.