Tornare a parlare del Mezzogiorno

La “questione meridionale”, un tempo al centro delle attenzioni delle forze politiche progressiste è scomparso dall’agenda di ogni partito. Eppure il Mezzogiorno ha le potenzialità per divenire un polo di ricerca e di produzione per filiere industriali strategiche, per aiutare a percorrere meglio e più velocemente la transizione energetica, per contrastare il declino anche demografico del Paese.

Gaza, la guerra, i bambini

In due anni a Gaza 64.000 bambini sono stati uccisi o mutilati dalle bombe. Altri sono morti a causa di malattie prevenibili o sepolti sotto le macerie. Ma non è tutto. Dopo la fase acuta di un conflitto armato, occorrono circa 15 anni per ripristinare, mantenere e riprendere il trend precedente di contenimento della mortalità infantile. È questo il futuro che si profila per i bambini di Gaza sopravvissuti al massacro?

Liberi di vivere, liberi di morire

Affrontare il tema del fine vita, del suicidio assistito, dell’eutanasia è una necessità avvertita in modo diffuso. Con il corollario della previsione di una assistenza di strutture pubbliche al momento della morte volontaria. Mentre in diversi Paesi è stata introdotta una regolamentazione al riguardo, la situazione in Italia resta caratterizzata da una notevole dose di ipocrisia e da un’intollerabile inerzia del Parlamento.

S’affaccia l’ennesimo condono

Con l’approssimarsi delle elezioni si riaffaccia lo spettro di un quarto condono edilizio. La successione dei condoni ha provocato nel territorio nazionale disastri (alluvioni, frane, esondazioni di fiumi etc.) simili a quelli prodotti da una guerra. Ma il partito della premier propone di riaprire i termini della sanatoria del 2003, così realizzando, sostanzialmente, un condono.

Per una diversa idea di sicurezza

L’insicurezza esiste ma le politiche sicuritarie della destra, fatte proprie anche dalla sinistra, non fanno che alimentarla. L’alternativa è il capovolgimento della cultura imperante, che guarda ai cittadini come individui isolati e impauriti, e l’adozione di interventi diretti a modificare le città e i rapporti sociali, definiti insieme ai loro destinatari. Le proposte e le esperienze non mancano, ma occorrono coraggio e lungimiranza.

La guerra: l’elefante nella stanza della Cop30

Tutti sanno che guerra e lotta per il clima sono incompatibili. Le guerre succhiano risorse, sono un fattore di rilancio dei fossili, impiegano tecnologie utilizzabili anche contro l’ambiente e la natura, producono milioni di migranti, militarizzano la società e la cultura, promuovono sudditanza e subordinazione, tutti elementi antitetici alla salvaguardia dell’ambiente. Eppure a Belém, nella Cop30, nessuno ne parla.

Joan Baez: “Continuerò a cantare e a ballare marciando verso la terra della libertà”

Joan Baez, la leggendaria cantante e attivista, si racconta: “La gente mi chiede se penso che la musica sia importante in un movimento, e la mia risposta è: Non mi impegnerei in un movimento che non avesse la musica, perché è il suo supporto vitale. La musica è ciò che ci unisce e ci aiuta a superare i confini e le frontiere. È essenziale. Come il cibo”.

I giudici e il potere

La magistratura è un potere dello Stato, se pur connotato dall’essere diffuso, e, allo stesso tempo, è un limite al potere. Tutela lo status quo, e dunque il potere, ma può anche garantire i cittadini contro le prevaricazioni. La riforma della Costituzione, indebolendo la magistratura e la sua indipendenza, fa venir meno questa anomalia. Così i giudici saranno chiamati sempre più a garantire il potere e non i cittadini.

Gaza e la lezione delle piazze

Nei bordi, nei margini del paese, lontano dai luoghi del potere, si è coagulato un esteso dissenso sulle politiche dell’establishment. A partire dal genocidio di Gaza, ma penetrato nel profondo. È un dissenso trasversale, inclusivo, che attraversa credi, posizioni politiche, età, generazioni, strati sociali, culture. E che ha spazzato via ogni moderatismo all’insegna di una insopprimibile radicalità.

Il Venezuela nel mirino di Trump

Il Venezuela è nel mirino di Trump che minaccia un intervento armato. Il copione è collaudato e si avvale della costruzione di false prove per ingannare l’opinione pubblica. Questa volta l’affermazione è che il Venezuela è uno “Stato canaglia” che minaccia l’integrità fisica e morale della repubblica a stelle e strisce inondandola di droga. Difficile non riandare alle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein…