L’autonomia differenziata e la Costituzione tradita

Non è solo sciatteria. L’uso dell’identico testo per le pre-intese sull’autonomia differenziata siglate dal ministro Calderoli e dalle Regioni del Nord è, nella forma e nella sostanza, una plateale violazione dei paletti posti dalla Consulta per salvare il sistema da una censura di incostituzionalità. È, dunque, un atto eversivo dell’ordinamento costituzionale che pone una esplicita questione di emergenza democratica.

L’aria della città non rende (più) liberi

L’attitudine delle città ad essere luoghi di autentica convivenza civile, e non meri spazi attraversati da flussi di merci, è logorata dall’omologazione prodotta da globalizzazione e ideologia neoliberista. La politica, soprattutto di destra, si occupa delle città come teatri delle paure o vetrine per un turismo di lusso. Ai cittadini rimane un senso di solitudine, cavalcato da retoriche della sicurezza che non risolvono i problemi.

Pasolini è nel nostro tempo

Pier Paolo Pasolini spesso non è stato capito o è stato strumentalizzato. È il caso dei noti versi sugli scontri di Valle Giulia e del suo asserito “simpatizzare con i poliziotti”, che non era, in realtà, un attacco ai manifestanti ma il rifiuto di una piazza individualista che, invece di essere consapevole manifestazione collettiva, si pone come somma di individui, che vogliono essere belli, farsi i selfie e mettersi in vista di telecamera.

L’abitudine alla guerra

Guerra e violenza sono, da tempo, il nostro vissuto quotidiano: nelle parole e, ancor più, nelle immagini. Diverse le reazioni di ciascuno, resta il problema di trovare una spiegazione al loro perché. Un tentativo difficile e finora senza risposte appaganti. Ma è sempre più evidente la necessità di una seria riflessione sulle responsabilità dei modelli comportamentali aggressivi imperanti nella società.

“Pasolini conservatore” e la destra senza identità

Nel parlare di “Pasolini conservatore” la destra ha finito col parlare di se stessa, per proiettare fuori di sé e mascherare i limiti e le tare culturali che non vuole accettare, che non vuole vedere. Nessun convegno o libro può infatti rimediare a un dato cruciale e cioè che l’attuale destra non ha identità: non perché non abbia tradizione ma perché è completamente egemonizzata dal neoliberalismo.

Ucraina. Dare un’opportunità alla pace

Con il “piano di pace” proposto da Trump e le sue successive modifiche si è aperta un’opportunità per porre fine all’inutile strage che insanguina la frontiera est dell’Europa. Invece di esultare, le cancellerie occidentali e i vertici UE hanno avuto una reazione stizzita e hanno cominciato a remare contro. Eppure l’alternativa è chiara: o si pone fine stabilmente al conflitto oppure il futuro è la guerra tra Russia e Occidente.

Per la Palestina, leggendo Paola Caridi

Parlare di Palestina – ancora – è necessario, per i palestinesi e per noi: perché il genocidio non è terminato e non si fermano le violenze in Cisgiordania; perché il “piano di pace” di Trump e dell’Onu è espressione del colonialismo più classico; perché la Palestina è un laboratorio di disumanizzazione in cui si disconoscono le peggiori atrocità e si annulla la dignità delle persone. Ci aiutano a farlo due libri di Paola Caridi.

Nel bosco di Chieti: autorità della famiglia e diritti dei bambini

La vicenda della famiglia ritiratasi a vivere in un bosco e l’intervento del tribunale teso a consentire un controllo su salute e sviluppo dei figli interrogano i fondamenti stessi della società. È difficile essere ostili a chi decide di sottrarsi alle follie della società, ma le legittime scelte degli adulti non possono violare il diritto alla salute dei minori.