Il Governo riorganizza la sanità: di male in peggio

Il disegno di legge delega per la riorganizzazione dell’assistenza territoriale e ospedaliera approvato dal Governo è, a dir poco, deludente. Per la sua genericità, che demanda all’esecutivo scelte fondamentali. Ma anche per la mancata previsione di risorse aggiuntive, per il ricorso a modelli organizzativi obsoleti e per la totale assenza del settore della prevenzione. Solo un’ampia mobilitazione può modificare il progetto.

Che succede a Cuba?, intervista con Franco Zunino

Cuba è tuttora un paese socialista impegnato nel tentativo di assicurare a tutti condizioni di vita degne. Emblematico è il livello della ricerca e dell’assistenza sanitaria, emerso a livello internazionale durante il Covid. Oggi, peraltro, la vita nell’isola è molto dura per l’“embargo” imposto dagli Stati Uniti, condannato dall’Onu e senza uguali nel mondo, che ne strozza l’economia e provoca drastiche restrizioni su tutti i piani.

Controfinanziaria 2026: una proposta alternativa

Il Rapporto “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace l’ambiente” di Sbilanciamoci! contiene, anche quest’anno, a fianco della critica della legge di bilancio proposta dal Governo una Controfinanziaria. Una manovra alternativa a saldo zero: 111 proposte da poco più di 55 miliardi di euro, per un’Italia capace di futuro, a partire dal potenziamento della sanità pubblica e da una politica industriale per la transizione.

Te la do io l’unità della Repubblica!

Gestione del sistema tariffario, programmazione, governance, fondi integrativi: queste le funzioni fondamentali in materia di sanità da devolvere alle regioni Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria secondo le pre-intese siglate con il ministro Calderoli. I profili di incostituzionalità sono evidenti e, con essi, la compromissione dell’unità e dell’indivisibilità della Repubblica.

L’autonomia differenziata e la Costituzione tradita

Non è solo sciatteria. L’uso dell’identico testo per le pre-intese sull’autonomia differenziata siglate dal ministro Calderoli e dalle Regioni del Nord è, nella forma e nella sostanza, una plateale violazione dei paletti posti dalla Consulta per salvare il sistema da una censura di incostituzionalità. È, dunque, un atto eversivo dell’ordinamento costituzionale che pone una esplicita questione di emergenza democratica.

Manovra 2026: armi e austerità

Dimenticate le promesse elettorali e le invettive di un tempo, oggi il Governo indossa l’elmetto e sacrifica welfare e salari. La manovra, da 18 miliardi di euro, è, infatti, in gran parte costruita su tagli alla spesa pubblica e su entrate una tantum. È la logica del rigore, tornata a dominare dopo la parentesi pandemica e la sospensione del Patto di stabilità. Salvo che per le armi. Per i missili, i cannoni, i carri armati, non ci sono vincoli di bilancio.

Sanità: allarme rosso per le liste d’attesa

Le liste d’attesa in sanità sono, per lo più, lunghe. Ma spesso le istituzioni, invece di ridurle, le incentivano. È il caso, per esempio, della Regione Lombardia, che ha previsto accordi particolari per l’invio al SSN dei titolari di assicurazioni, fondi integrativi e mutue. In altre parole, una corsia preferenziale. La conseguenza è evidente: posto che le risorse del SSN restano le stesse, le liste d’attesa, per gli altri, si allungheranno.

Sanità pubblica: “Non possiamo restare in silenzio”

Rilanciare il Servizio sanitario nazionale e disinnescare i danni conseguenti alla proposta di autonomia differenziata. Sono gli obiettivi di un documento predisposto da 130 associazioni con il significativo titolo “Non possiamo restare in silenzio. La società civile in difesa della sanità pubblica”, contenente 10 punti fondamentali, seppur non esaustivi, per invertire la situazione attuale.