Unire le forze contro la guerra

Il mondo è dominato dalla guerra, non solo praticata ma anche apertamente rivendicata come strumento di soluzione delle controversie. Spetta all’Europa e, in essa, alla sinistra prendere l’iniziativa per costruire una prospettiva diversa. L’Europa è debole e la sinistra divisa ma è possibile individuare un obiettivo unificante: mettere fine alla guerra e ripristinare il dominio delle regole anche a livello internazionale

L’Europa e la convenienza della pace

I governanti europei preparano la guerra, anche se il solo ipotizzarla, contando su una campagna di manipolazione e di menzogne e inventando qualche provocazione per aizzare l’odio contro il nemico, è una assoluta follia. Sembra difficile oggi staccarsi dall’abbraccio servile come UE, ma si può. La Spagna mostra la strada. Cacciare il governo Meloni costituirebbe un buon passo per farlo anche noi.

L’asse Roma-Berlino che non mi piace

Il cancelliere Merz preannuncia, per la Germania, l’esercito più potente d’Europa e l’Italia si aggrega, rigorosamente in tuta mimetica. È una prospettiva inquietante per chi ancora ricorda gli orrori della guerra. Per dissolvere l’inquetudine una possibilità c’è: un’Italia e un’Europa neutrali che si battano per il diritto internazionale, la diplomazia, la pace. Ma è una prospettiva che non sembra interessare i nostri governi.

Farmaci: tra Cina e Usa, l’Europa si ammala

Il settore del farmaco, caratterizzato storicamente dagli alti profitti delle multinazionali, sta attraversando un periodo di grandi turbolenze. La Cina, aprendo nuove piste, sembra andare avanti tranquilla per la sua strada di grande crescita. L’industria europea invece, presa in mezzo tra l’espansione dei cinesi e le politiche ricattatorie degli Usa, rischia di essere travolta.

Nel Rojava assediato il popolo kurdo ritrova l’unità

In questi giorni, mentre le forze turco-siriane, protette da Stati Uniti ed Europa, si scatenano per distruggere l’autonomia confederale del Rojava e per annientarne la popolazione, emerge la straordinaria unità del popolo kurdo. Ogni distinzione è spazzata via e i Kurdi accorrono dall’Iraq, dalla Siria, dalla Turchia e dalla diaspora. Per questo la speranza non muore e a Kobane assediata e affamata si parla ancora di libertà.

Se Putin avesse fatto rapire Zelensky…

Se Putin avesse fatto rapire Zelensky con le stesse modalità con cui Trump ha rapito Maduro, le probabilità di un conflitto armato globale sarebbero aumentate in maniera esponenziale. Agli Stati Uniti invece tutto è concesso: non solo nel “giardino di casa” dell’America latina e nel Medio Oriente ma anche in Europa e in Italia, con interventi che dettano l’agenda politica e rilanciano programmi di riarmo generalizzato.

Usa-Europa, storia di un’alleanza ostile

L’ostilità degli Stati Uniti verso un’Europa più unita e autonoma – oggi al centro della politica di Trump – ha una lunga storia, intrecciata alla Guerra fredda e al declino americano. Prenderne atto e uscire dall’attuale subalternità agli Stati Uniti consentirebbe di lavorare per un’Europa diversa, dotata di un proprio posto in un mondo multipolare più pacifico e di contribuire alla fine della Guerra fredda.

Europa. Brutta aria per i migranti

Non è tempo, in Europa, di tutela dei diritti dei migranti e, in particolare, del diritto di asilo. Ad essere sotto attacco diffuso sono la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, accusata di ingerenza nelle prerogative dei governi. Anche in questo quadro, peraltro, restano, nel nostro Paese, la Costituzione e la necessità di rispettarla.

Contro il riarmo dell’Europa. Il tempo è ora!

Come un sol uomo, l’establishment occidentale – non solo governi e partiti, ma anche media, Università e antichi protagonisti della contestazione sessantottina – invoca la militarizzazione dell’Europa in vista della guerra. Spetta a noi, uomini, donne e movimenti, potare contraddizioni e disgregazione in quel furore bellico in nome della volontà di pace che percorre i popoli. Il tempo è ora!

Lo spettro russo e la cecità dell’Europa

In Ucraina una pace giusta è possibile. Con alcuni punti fermi: l’indipendenza politica e militare dell’Ucraina sorretta da specifiche garanzie, la russizzazione delle province separatiste, uno statuto speciale per la Crimea. L’alternativa è l’autodistruzione dell’umanità. Ma gli europei, invece di spingere i due nemici a negoziare e a stabilire un equo compromesso, contribuiscono all’escalation del conflitto.