Genocidio, difesa di Israele e antisemitismo

C’è chi, anche autorevole, contesta l’uso della parola genocidio per descrivere il massacro dei palestinesi a Gaza. A torto, stando alle definizioni delle convenzioni internazionali. Ma soprattutto è improprio affermare che l’uso del termine alimenterebbe l’antisemitismo. A ben guardare, infatti, sono i crimini e le distruzioni dell’esercito israeliano che resuscitano o alimentano i fantasmi dell’antisemitismo.

Antisemitismo e islamofobia: così diversi, così uguali

Il passaggio dall’antisemitismo moderno all’islamofobia avviene, al di là delle apparenze, all’insegna della continuità. Il primo nasce a inizio ‘800 come ricerca di un capro espiatorio per le contraddizioni della nascente società borghese. Non diversamente, oggi, i popoli che migrano (e gli islamici in particolare) sono individuati da ampi settori della società, pur senza fondamento, come responsabili della crisi economica.

Gaza. Giustizia, non pietà

«Sono indignato di sedere davanti a lei in questa confortevole sala conferenze mentre la mia famiglia attende disperatamente notizie su un cessate il fuoco, al buio, affamata e nelle tende, nel timore che l’esercito israeliano li uccida da un momento all’altro. In un mondo dignitoso, chiederei giustizia, non pietà»: queste le parole del medico Rajaie Batniji, mio collega, al segretario di Stato Antony Blinken.

“Dalla parte di Abele”, anche a Gaza. Appello di un gruppo di evangelici italiani

Quanto sta accadendo a Gaza è di una gravità inaudita. L’equidistanza, in questi giorni di strage, non è più possibile perché ha il solo effetto di avallare le scelte del più forte. Per questo, come cristiani evangelici, non possiamo tacere. L’azione militare in corso a Gaza, ma anche in Cisgiordania, è sproporzionata, crudele, disperata.

Antisemitismo e critica di Israele: di cosa parliamo?

Sul termine antisemitismo si giocano partite rischiose. Il meccanismo che si sta attivando è simile a quello che riguarda l’abuso della parola terrorismo, impiegata per squalificare qualsiasi forma di opposizione all’ordine dominante. Allo stesso tempo i richiami a un antisemitismo da polemica televisiva depotenziano l’opposizione all’antisemitismo sempre più aggressivo di gruppi fascisti e nazisti.

Le parole della guerra

Da sempre, dai tempi di Tucidide, la guerra si combatte anche con la propaganda e ha bisogno di “cambiare il significato consueto delle parole” per rendere accettabile ciò che non lo è. È il caso, oggi, di parole come autodifesa, lotta al terrorismo e antisemitismo, usate in modo improprio per legittimare condotte indifendibili, o come occupazione, apartheid, boicottaggio, che si vorrebbero cancellate dal vocabolario.

Lettera agli “amici” di Israele

Sono molti gli “amici” di Israele che operano per negargli ogni possibilità di pace oggi e in futuro: tra gli altri le comunità ebraiche, i politici che si oppongono al cessate il fuoco, i socialisti europei, il Governo italiano. Ad essi pongo una domanda: ma pensate davvero che, con le sue scelte di distruzione del popolo palestinese, Israele costruisca uno Stato sicuro e in pace e non alimenti invece un crescente antisemitismo?

Gaza: voci ebraiche contro la guerra, anche in Italia

Il 7 ottobre anche noi che viviamo in Italia siamo stati scioccati dall’attacco terroristico di Hamas e abbiamo provato dolore, rabbia e sconcerto. Ma la risposta del governo israeliano ci ha sconvolti: Netanyahu, pur di restare al potere, ha iniziato un’azione militare senza via d’uscita, che ha già ucciso oltre 28.000 palestinesi. Noi vogliamo restare umani e sconfiggere l’antisemitismo crescente con un dialogo di pace.

L’atroce paradosso del nuovo antisemitismo

Un antisemitismo antico, diffuso nel mondo, ha accompagnato e favorito l’Olocausto, che ricordiamo nel Giorno della memoria. E numerosi sono stati gli esempi di reticenza e di implicita connivenza nei confronti dell’eccidio degli Ebrei. Oggi, per un atroce paradosso, il veleno antisemita riemerge, veicolato dal Governo di Israele con l’eccidio che si sta consumando nella striscia di Gaza.