Può la Costituzione reggere l’urto a cui è sottoposta?

L’erosione della democrazia, in atto nel Paese da decenni, vive oggi un’escalation senza precedenti: a essere messa in discussione, insieme allo Stato sociale (con i suoi corollari), è la forma di governo parlamentare. Potrà la Costituzione reggere un tale urto? Difficile dirlo. Ma è certo che solo l’impegno collettivo a sostegno del progetto complessivo ad essa sottostante può garantirle qualche possibilità di sopravvivenza.

Una diversa idea di ordine pubblico

Nell’immaginario collettivo l’idea di ordine pubblico è associata a un territorio militarizzato, a polizia in assetto antisommossa, a manganelli e gas lacrimogeni, ad arresti e processi con rito direttissimo. È, del resto, quel che accade intorno a noi. Ma non è necessariamente così. Conflitto e ordine pubblico sono concetti polivalenti che si prestano a declinazioni e pratiche diverse. Il punto è l’obiettivo che si persegue…

A cent’anni dalla morte di Lenin

A cent’anni dalla morte di Lenin e alla luce dell’esperienza storica, è importante superare la mummificazione del suo pensiero e riprendere le fila del confronto, aperto già nella seconda metà dell’800, tra l’idea di un socialismo costruito dall’alto, attraverso la conquista dello Stato, e il progetto di transizione al socialismo attraverso l’immissione, all’interno della società capitalistica, degli embrioni di quella futura.

Felice Besostri: l’avvocato degli elettori

Se si è pervenuti alla dichiarazione di incostituzionalità della legge elettorale nota come Italicum, il merito principale è stato dell’avvocato Felice Besostri, morto il giorno dell’Epifania. Purtroppo quella vittoria non è stata sufficiente ché la politica ha partorito un altro “mostro” come il Rosatellum. L’impegno per una legge elettorale coerente con la Costituzione deve, dunque, continuare nel solco tracciato da Felice.

È la pace la precondizione della giustizia, non il contrario

L’idea che non possa esservi pace senza giustizia, pur sostenuta dai più, è infondata e fallace. L’impostazione va piuttosto capovolta: non è possibile la giustizia, senza che vi sia la pace, che è, appunto, precondizione per risolvere le questioni con giustizia. Pensare il contrario significa, a ben guardare, voler imporre la propria visione della giustizia, e cioè una certa civiltà e un certo sistema di valori.

L’attacco al diritto di sciopero è un attacco alla Costituzione

L’attacco di matrice autoritaria sferrato al mondo del lavoro e al diritto di sciopero dal ministro Salvini (e non solo) è parte del più ampio disegno di sovvertimento dell’ordinamento costituzionale perseguito dalla destra: perché lo sciopero non è solo uno dei tanti diritti sanciti dalla Costituzione, ma è un cardine, uno degli elementi portanti della Repubblica.