L’autonomia differenziata fa male anche al Nord

L’autonomia differenziata è, all’apparenza, un tema tecnico e complesso ma, in realtà, è un potente volano di diseguaglianze e incide profondamente sulla qualità della democrazia e sul sistema dei diritti. Affrontarlo non è, dunque, un discorso astratto da giuristi attenti ai cavilli, ma un contributo al necessario ragionamento sulla materialità dell’esistenza di ciascuno, e di tutti. Anche dei cittadini delle ricche regioni del Nord.

La riforma della destra e la Costituzione sfigurata

Il disegno di legge di riforma costituzionale della destra introduce una torsione monocratica e maggioritaria del sistema senza precedenti. Se fosse approvato, ci consegnerebbe una Costituzione sfigurata. La destra non ha i numeri per approvarlo con la maggioranza dei due terzi, richiesta per impedire il referendum “confermativo”. Per questo la presidente Meloni già cerca di trasformare il referendum in un plebiscito.

Le manganellate di Pisa non sono un “incidente”

Le manganellate di Pisa e Firenze, non diverse da quelle che più volte hanno colpito a Torino o in Valle di Susa, non sono un semplice “incidente” e meritano un’analisi sul lungo periodo. Esse chiamano in causa non solo agli agenti che ne sono stati autori ma anche gli apparati di polizia che hanno sfuggito un rinnovamento democratico e le forze politiche che, per ragioni di consenso, omettono di denunciarlo.

23 febbraio 2024: no alla repressione, no alle guerre

Oggi non è una giornata allegra. Le immagini dei telegiornali sono inequivocabili: a Pisa e a Firenze cortei di studenti inermi e con le mani alzate sono stati respinti a suon di manganellate da poliziotti in tenuta antisommossa. I manifestanti chiedevano la fine del massacro in corso a Gaza. Mentre la guerra si fa sempre più crudele, cresce la repressione. È una brutta deriva contro cui occorre reagire.

La sinistra in stallo verso le europee

La sinistra cosiddetta radicale si presenterà divisa alle elezioni europee. È un esito inevitabile, nonostante gli appelli e le buone intenzioni di alcuni, perché è arduo, se non impossibile, tenere insieme nomi, sigle e personalità che parlano linguaggi eterogenei, pur avendo spesso provenienze comuni. L’ennesima ritirata dovrebbe almeno insegnare che un nuovo progetto a sinistra non può nascere sul terreno elettorale.

24 febbraio: giornata di mobilitazione nazionale. L’Italia deve dire basta alla guerra!

24 febbraio 2024. Giornata nazionale di mobilitazione nelle città italiane per il cessate il fuoco immediato in Palestina e in Ucraina, per ribadire il NO a tutte le guerre e il NO al riarmo, per costruire un mondo di pace, di sicurezza e di benessere per tutte e per tutti. “Fermiamo la criminale follia delle guerre!”. “L’Italia deve dire basta alla guerra!”. Lo deve dire ora!

Le catene di Ilaria e il Governo Meloni

Il disimpegno del Governo Meloni nei confronti della situazione di Ilaria Salis, colpevole di antifascismo, è un segnale inquietante. La carcerazione della giovane italiana in Ungheria e il suo trattamento pongono alla ribalta la rinascita dei fascismi in Paesi che già non ne furono immuni negli anni bui del nazismo. Anche per questo l’inerzia del governo italiano conferma l’ideologia e i progetti della destra che lo esprime.

Torino e il “caso Askatasuna”: due modelli di città

La scelta del centro sociale Askatasuna e del Comune di Torino di sperimentare percorsi nuovi di gestione di spazi urbani occupati, valorizzando il confronto e un accesso diffuso ai beni comuni, infrange il modello “Torino laboratorio di repressione”. È una diversa visione di città, il cui governo si misura con l’antagonismo sociale e la partecipazione dal basso. Un percorso difficile ma ricco di potenzialità.