Sullo sfondo di Ceuta il popolo dimenticato dei Saharawi

Alla base dell’ingresso in massa di 60.000 migranti a Ceuta c’è un’operazione politica di ritorsione contro il Governo spagnolo da parte del Marocco, degli Stati Uniti e di Israele (suoi alleati). La ritorsione marocchina si inserisce nel tentativo di cancellare il popolo Saharawi, che è, invece, sostenuto dall’Algeria e non isolato dalla Spagna.

«Chi è contro di me è un terrorista»: parola di Trump

L’attacco di Trump e delle corporation di cui è espressione ha ormai come oggetto la democrazia e il confronto politico, fino a stabilire un’equazione tra sinistra e terrorismo. Così, anche in documenti ufficiali, vengono associati al terrorismo l’antiamericanismo, l’anticapitalismo, l’anticristianesimo e le posizioni sgradite in tema di immigrazione, razza e genere. Superfluo dire che i “terroristi” vanno repressi con durezza.

Israele: gli omicidi mirati come pratica politica

La furia bellica di Trump e Netanyahu contro l’Iran ha fatto passare in secondo piano la pratica ordinaria dell’omicidio politico da parte di Israele. Si è calcolato in 2.700 (duemila settecento!) il numero di omicidi mirati compiuti da Israele dal 1948 al 2026 tanto in patria quanto, e soprattutto, all’estero: un primato irraggiungibile perfino dalla Russia e dagli Stati Uniti.

Tra Libano e Israele un accordo asimmetrico e impraticabile

L’accordo negoziato tra Libano e Israele escludendo Hezbollah sta accentuando le divisioni tra le forze politiche libanesi, col rischio di condurre a una nuova guerra civile. Il ritiro israeliano è, infatti, subordinato a condizioni irrealizzabili e alla rinuncia, da parte del paese aggredito, della possibilità di rivolgersi a tribunali internazionali per ottenere giustizia. Nel frattempo, i bombardamenti di Israele continuano.

Stati Uniti. La Suprema Corte e la svolta progressista che non c’è

Due recenti sentenze della Suprema Corte (sui limiti all’ingerenza presidenziale nella Federal Reserve e sul mantenimento della cittadinanza per nascita) hanno indotto molti osservatori a parlare di una sua svolta progressista. Non è così. L’appoggio della Corte ai punti fondamentali della politica di Trump (abbattimento dei controlli e lotta all’immigrazione) è totale e le ultime decisioni sono in realtà foglie di fico.

USA. Il cammino accidentato del sindacato dell’auto

Dal 15 al 18 giugno si è svolta a Detroit la Convenzione nazionale del sindacato United Auto Workers (UAW). La crisi dell’auto negli Stati Uniti (con calo drammatico degli addetti), la riduzione degli iscritti e la modifica della composizione sociale del sindacato, le sue scelte politiche in favore dei dazi di Trump e di presa di distanza (pur parziale) da Israele rendono accidentato il cammino dell’organizzazione.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli. Una memoria attuale?

Il 4 luglio 1976, 50 anni fa, venne approvata ad Algeri la Dichiarazione universale dei Diritti dei Popoli. Di essa è interprete il Tribunale Permanente dei Popoli con interventi tesi a sostenere il diritto dei popoli e degli esseri umani all’autodeterminazione contro l’appropriazione violenta della legalità internazionale da parte di pochi che non riconoscono né responsabilità né giudici.

Stati Uniti: un nuovo Partito Democratico è possibile?

La vittoria dei candidati sostenuti dal sindaco di New York in tre primarie in distretti cittadini magari non è l’avvio di un’onda socialista ma segna un punto a favore del sindaco della Big Apple. E ci dice che un altro Partito Democratico è possibile attraverso la trasformazione del movimento di sinistra in una struttura politica autonoma, capace di sopravvivere al singolo leader e di radicarsi nelle istituzioni.

Per l’Europa le donne afghane non esistono

Una delegazione di talebani (ovviamente maschi) è a Bruxelles per “trattare” con la Commissione europea il rimpatrio forzato di migranti. In Afghanistan l’esclusione delle donne dalla vita pubblica, la violazione dei loro diritti fondamentali e la supremazia maschile sono fatti conclamati e accertati in ultimo anche dal Tribunale permanente dei popoli. Ma per l’UE le donne afghane non esistono se sono in ballo altri interessi.

Uno spettro si aggira negli Usa: la manipolazione del voto

Le elezioni di midterm si avvicinano. E Trump non può perderle. Nel suo sistema e nella ideologia che lo sostiene la sconfitta elettorale non è un’alternanza ma un’usurpazione che va evitata con ogni mezzo, anche ridisegnando i collegi elettorali, limitando la platea dei votanti, diffondendo il sospetto di brogli, creando le condizioni per rinviare le elezioni in stati chiave. L’importante è non lasciare il voto in mano agli elettori.