Un Paese, due scuole

L’unità del Paese scricchiola pesantemente sotto il peso delle attuali differenziazioni territoriali. A partire dalla scuola, che presenta un enorme livello di disparità. La priorità dell’agenda politica dovrebbe dunque essere il superamento delle diseguaglianze per consentire a tutti i cittadini di avere le stesse opportunità. Ma ciò mal si concilia con la prospettiva dell’autonomia differenziata.

Valditara, ovvero la tracotanza del potere

La volgarità delle esternazioni del ministro Valditara è un segnale di qualcosa di più profondo. Da un lato mostra che la “diffidenza di Stato” si rivolge contro ogni memoria antifascista mentre protegge la nostalgia del fascismo. Dall’altro evidenzia come il sogno del capitalismo che stravince sia quello di tornare a un mondo in cui nessun limite faccia da argine alla tracotanza dei potenti.

«Proletari di tutti i paesi unitevi», oggi

L’unità dei lavoratori a livello internazionale è l’unico scudo contro lo strapotere delle multinazionali, che mette i poveri in contrasto tra di loro e produce le guerre tra gli Stati. La Fiom l’ha detto con chiarezza nel suo congresso rivendicando la scelta di non schierarsi con uno degli eserciti oggi in campo ma con i popoli ucraino e russo, cioè contro la guerra. È auspicabile che diventi una scelta di tutti i sindacati.

Giustizia e misericordia: conversazione con Elvio Fassone

La Costituzione, se la si legge con mente sgombra, insegna la strada giusta. Per prima cosa essa afferma che le pene non possono essere contrarie al senso di umanità. Quindi è consapevole che la pena è per sua natura sofferenza, ma necessaria. Ma, poi, va oltre. La pena, per quanto severa, incontra il limite dell’umanità, e questo limite si oppone all’ergastolo ostativo, cioè al “fine pena mai”.

Perugia-Assisi, 23-24 febbraio: una marcia notturna contro le guerre

La notte fra il 23 e il 24 febbraio, a un anno preciso dall’invasione russa dell’Ucraina, marceremo in molti da Perugia ad Assisi. Sarà un modo per essere e mostrarsi pacifici, aperti al confronto e per testimoniare, col proprio corpo, la persuasione che un altro modo di pensare, di essere e di agire è possibile. E per dire che, mentre non c’è una guerra giusta, c’è una via giusta per uscire dalla guerra: cessare il fuoco, subito.

La questione delle abitazioni in Italia

Dopo una parabola lunga un secolo la questione abitativa per le fasce più povere è ben lontano dall’essere risolta. L’accesso alla casa, a un ricovero sicuro e dignitoso per sé e per i propri cari, è un diritto basilare, quello che rende praticabili tutti gli altri (libertà, salute, lavoro, istruzione ecc.). Ma la relativa sfida non sembra essere raccolta né dalla politica né dalle nostre scuole di architettura.

Di guerre e di terremoti: tra geopolitica e geofisica

Le stesse potenze mondiali inerti sull’assurdo massacro in Ucraina si affrettano a soccorrere le popolazioni colpite dal sisma che ha distrutto Turchia e Siria. Insomma, con una mano si uccide, con l’altra si salva. E come le macerie, anche le vittime sono sempre le stesse. Sono le contraddizioni di un’umanità che ondeggia e si infrange senza logica tra un disastro geofisico e una crisi politico-economica.

Esiste davvero un “pericolo anarchico”?

A margine dello sciopero della fame di Alfredo Cospito i media e la politica si sono rincorsi nella denuncia di un incombente “pericolo anarchico”. Ma esiste davvero questo pericolo? È lecito dubitarne posto che negli ultimi decenni il solo fatto di violenza alle persone rivendicato da anarchici è stato il ferimento dell’ingegner Adinolfi. Altri sono i veri pericoli per la nostra democrazia.

Il “caso Cospito”: sciopero della fame, 41 bis ed ergastolo ostativo

La vicenda dello sciopero della fame di Alfredo Cospito contro il regime del 41 bis cui è sottoposto e contro l’ergastolo ostativo è diventata il crocevia di una serie di problemi, di ipocrisie e di non detti. I temi implicati sono una morte evitabile che nessuno – a livello istituzionale – vuole scongiurare, la realtà del trattamento carcerario previsto dall’art. 41 bis ordinamento penitenziario e quella dell’ergastolo ostativo.

Politica e questione generazionale. Riflessioni di un (quasi) cinquantenne

Da tempo la sinistra si consuma in una crisi che è anche generazionale. Non parlo, per carità, di rottamazione o di altre simili sciocchezze. Ma di cose che devono fisiologicamente accadere e da cui noi cinquantenni siamo ormai fuori. Parlo di eredità politiche, che non si possono “pretendere” ma si devono “lasciare”: piccolo gruzzolo che serve a continuare il lavoro che non è stato compiuto.