12 dicembre: la memoria di piazza Fontana e il film “Romanzo di una strage”

Su piazza Fontana, dopo oltre 50 anni, sono stati celebrati innumerevoli (e infruttuosi) processi, ma è stato girato un solo film, “Romanzo di una strage” (2012). Per tramandarne la memoria, ha dichiarato il regista, Marco Tullio Giordana: intento meritorio ma, almeno in parte, frustrato da un’impostazione in cui l’occhio dello storico è sostituito da quello del filosofo o dell’antropologo.

«Viva l’Italia antifascista!»

Il grido «Viva l’Italia antifascista!» risuonato alla Scala, subito dopo l’inno nazionale, la sera del 7 dicembre ha provocato nientemeno che l’identificazione dell’autore da parte della Digos. Un intervento improprio e un segnale che sollecitano un’allerta e una vigilanza democratica, in tempi in cui le istituzioni sono occupate da vecchi arnesi del fascismo che propongono di sovvertire la Costituzione.

Tra cinema e realtà: un domani ancora da conquistare

In questi giorni di lutto e di rabbia, seguiti all’assassinio di Giulia Cecchettin, il cinema ha qualcosa da dire. “C’è ancora domani”, di Paola Cortellesi, ci ricorda la difficoltà dell’uscita dal patriarcato. Una strada in parte percorsa (il divorzio, l’aborto, la riforma del diritto di famiglia, l’abolizione del delitto d’onore) ma che richiede altre tappe, senza negazionismi e con dure lotte.

Albania guardiana

Albania: già oggetto di tentata colonizzazione, poi terra di emigrazione. Oggi terra guardiana. Grazie ai CPR esportati dall’Italia: carcerazione allo stato solido, recinto di animali umani. Li scarichiamo a voi i cipierre, infatti contengono merci tossiche, così come riversiamo residuati inquinanti nei “paesi in via di sviluppo”. E il presidente socialista del tuo paese esulta in spensierata combutta con la nostra presidente. Eja Eja!

Contro l’autonomia differenziata per salvaguardare il servizio sanitario nazionale

La disparità territoriale nell’accesso alle cure è, in Italia, una realtà, una frattura che costringe le cittadine e i cittadini a spostarsi da una regione all’altra per essere curati. Con l’Autonomia differenziata prevista nel disegno di legge Calderoli questa frattura è destinata a diventare una voragine. Per evitare che ciò accada e salvaguardare almeno un minimo di Sistema sanitario nazionale occorre mobilitarsi. Subito.

Il Governo, i media e le nuove “classi pericolose”

Il sovrano, inseguito dalla politica, è, oggi, quello mediatico. Sono i media a tracciare la strada della paura. Il Governo poi la percorre con provvedimenti che inseguono il panico e riducono l’Italia a un mosaico di ghetti, lazzaretti e prigioni. Creando di continuo nuove classi pericolose: prima i frequentatori di rave e le baby gang, poi, da ultimo, le donne rom e gli occupanti abusivi di alloggi.

«Ci vuole coraggio»: le scelte che l’Onu non può eludere

Le parole dell’Alto Commissario Onu per i rifugiati di fronte al Consiglio di sicurezza dell’Onu sono di inusuale nettezza: «Le scelte che voi 15 farete – o non farete – segneranno tutti noi, e le generazioni a venire. Lascerete che questo puzzle di conflitti si completi di atti aggressivi a causa della vostra disgregazione o di semplice negligenza? O sarete coraggiosi e intraprenderete i passi necessari per far ritorno dagli abissi?».