Contro la violenza sulle donne: oltre gli interventi di facciata

Ad oggi sono 102 le donne uccise in Italia nel 2023, 83 delle quali in contesti familiari o affettivi. Ci si sta avvicinando a due femminicidi la settimana. In questo contesto la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre deve produrre una riflessione non rituale che aiuti anche a superare stereotipi e ipocrisie e ad andare oltre gli interventi di facciata.

I migranti: sempre cittadini di serie B

Se il cittadino per nascita commette un reato ciò non incide, di regola, sul suo status. Ma se il reato ha matrice terroristica e a commetterlo è un cittadino originariamente straniero la cittadinanza gli viene revocata. Il periodo per farlo viene portato, con il disegno di legge-sicurezza, a 10 anni dalla condanna definitiva. Con ulteriore violazione del principio di uguaglianza e del carattere universale della cittadinanza.

Contro la “riforma” costituzionale, la parola ai cittadini. Prepararsi al referendum

La “riforma” istituzionale del Governo Meloni è il tentativo, posto in essere da un manipolo di reduci ideologici del fascismo, di dare la spallata finale al progetto politico della Costituzione del 1948. La risposta spetta al popolo sovrano: in un referendum in vista del quale il fronte del No deve costruirsi fin da ora nel modo più ampio, prendendo parola su ogni telefono, in ogni piazza, in ogni televisione.

La guerra, la barbarie, le parole

L’orrore e la barbarie ci impongono di rinunciare anche alle parole. Resta la necessità di dire che la guerra è l’effetto più tragico della disuguaglianza, del fatto che il nostro mondo opulento vive e prospera grazie alla disuguaglianza planetaria, una disuguaglianza che sta crescendo in questi anni e che mina alla base quell’idea di cui il nostro Occidente va fiero, pur calpestandola a ogni pie’ sospinto: l’idea di democrazia.

Come inquinare l’atmosfera e restare impuniti

L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di vittime dell’inquinamento atmosferico e la Pianura padana è l’area più disastrata. Tale inquinamento, prevedibile e previsto, può essere contenuto con opportuni provvedimenti delle istituzioni. Ma questi vengono continuamente differiti e il Parlamento contesta il potere della magistratura di procedere per omissione contro gli amministratori inadempienti.

Centinaia di intellettuali ebrei americani: «La critica a Israele non è antisemitismo»

Come scrittori, artisti e attivisti ebrei vogliamo contestare la narrazione secondo cui qualsiasi critica a Israele è intrinsecamente antisemita. Non è così, anzi le critiche al Governo israeliano e alle sue politiche sono doverose. Noi condanniamo tutti gli attacchi contro civili, israeliani o palestinesi che siano, ma siamo inorriditi dall’uso della lotta all’antisemitismo come pretesto per crimini di guerra.

Israele. Muoia Sansone

Con la rappresaglia bellica, Israele rischia, come nel mito biblico di Sansone, di provocare anche a se stesso ingenti danni. E ciò benché ci siano alternative: dimissioni del Governo Netanyahu, liberazione di Marwan Barghouti, piano per una confederazione israelo-palestinese, dispiego dei “caschi blu” dell’ONU nei Territori. Utopie? Probabilmente. Ma è tempo di provarci e di smettere di versare sangue.