L’orsa KJ1 e noi umani. Quando la coesistenza diventa pericolosa

L’abbattimento, qualche giorno fa in Trentino, dell’orsa KJ1 ripropone la spinosa questione della coesistenza tra gli umani e una fauna selvatica in continua espansione anche in luoghi prossimi agli abitati. Il caso degli orsi (oggi un centinaio in Trentino) è particolarmente delicato. L’abbattimento non è la soluzione (e bisogna sperimentarne altre) ma in casi estremi può diventare priva di alternative.

Genere e fake news. A margine di un “non incontro” di pugilato

Alle Olimpiadi, in un incontro di pugilato, un’atleta (Angela Carini) si ritira assumendo di essere stata colpita “troppo forte” dall’avversaria (Imane Khelif, presentata da una vergognosa campagna mediatica della destra come un uomo o un trans). Lo sport, ovviamente, non c’entra nulla e la fake news è clamorosa. Ma serve a veicolare la tesi di un complotto in atto per sovvertire la “naturale divisione” tra maschi e femmine.

Olimpiadi. Vincere è meglio, ma perdere non è un fallimento

Da tempo, nelle Olimpiadi, il motto del barone de Coubertin secondo cui “l’importante non è vincere ma partecipare” è solo un espediente retorico. Ma può accadere che una nuotatrice o un tennista sconfitti siano capaci di dirsi comunque felici e di affermare che vincere è meglio, ma perdere non è un fallimento. Chapeau: una lezione per tutti, a cominciare dai commentatori televisivi.

Chi è davvero Kamala Harris?

In un attimo Kamala Harris si è trasformata, da vicepresidente rimasta per quasi quattro anni nell’ombra, in icona del mondo dem. Ma chi è davvero la (ormai certa) candidata democratica alle presidenziali USA? Una leader accorta, capace di unire il Partito democratico e di trascinare gli elettori, o una politica camaleontica e dipendente in toto dai potenti finanziatori della sua campagna?

Il Medio Oriente brucia

Il Medio Oriente brucia: la distruzione di Gaza continua e proseguono le rappresaglie di Israele in Libano, i missili di Tel Aviv uccidono, a Beirut e a Teheran, i leader di Hezbollah e di Hamas. Siamo sull’orlo del precipizio, perché l’Iran (toccato anche direttamente) e i suoi alleati non staranno a guardare. È chiaro che, per spegnere l’incendio, è necessario fermare il genocidio a Gaza. Ma qual è la strategia degli Stati Uniti?

Il Pantheon della destra, la subalternità della sinistra

Siamo in questa stretta politica anche perché, a partire dagli anni Novanta, è stata l’estrema destra a imporre la propria visione e la propria agenda: non solo in campo economico-sociale ma, incredibilmente, anche in tema di riforme istituzionali. Basta ricordare il ruolo e le posizioni di Pinuccio Tatarella, Mirko Tremaglia e Gianfranco Miglio. Per cambiare registro occorre affrancarsi da questa egemonia.

L’università italiana e il modello Orbán

Tra attacchi all’autonomia dell’università, varo di una legge delega in bianco per la sua riforma, nomina di commissioni presiedute da paladini della dipendenza dal Governo e tagli ai finanziamenti, il disegno della maggioranza è chiaro: stroncare il sistema delle università pubbliche in presenza, facendo spazio alle private telematiche for profit e ridimensionare l’odiata autonomia dei professori, colpevoli di pensiero critico.

Il boom delle spese militari: USA e UE in testa

Le guerre ci hanno catapultato nel vortice di una furiosa corsa al riarmo globale, come non accadeva da prima dell’89 del ‘900. A spendere di più sono gli Stati Uniti (tre volte la Cina e nove volte la Russia) e l’Unione Europea. In Italia la spesa militare per il 2024 sarà di circa 28,1 miliardi di euro, con un aumento di oltre 1400 milioni rispetto al 2023. Le armi uccidono quando sparano, ma anche quando si accumulano.

Una firma contro l’autonomia differenziata

La raccolta delle firme per indire il referendum abrogativo della autonomia differenziata è in corso da pochi giorni con un successo impensabile. Sono state già raccolte almeno 300mila forma (di cui oltre 200mila online). È la prova del rifiuto corale di questa riforma e della crescente insofferenza nei confronti di questa maggioranza. Una ragione di più per proseguire nell’impegno e travolgere di firme il Governo.

Il diritto di morire

Il suicidio assistito è attualmente consentito, a seguito di un primo intervento della Corte costituzionale, in caso di patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili per il paziente, sua capacità di prendere decisioni libere e consapevoli, dipendenza del paziente da trattamenti di sostegno vitale. Nella inerzia del legislatore, è di nuovo la Corte a estendere e razionalizzare quest’ultimo requisito.