Lavorare meno fa bene

La riduzione dell’orario di lavoro torna a far parte del dibattito politico, sia pure in tono minore rispetto al salario minimo. Qualcosa si muove pur tra indifferenza, opportunità e rischi. I vantaggi della riduzione, individuali e collettivi, sono molti e indubbi, a condizione di parità di salario, di congrue assunzioni e di garanzia dei diritti dei lavoratori.

Mentre Biden si ritira e Trump viene incoronato, negli Stati Uniti la protagonista è la violenza

Per una sorta di paradosso della storia, Trump rappresenta proprio la visione dell’America che lo ha colpito. La violenza di cui il 13 luglio ha fatto le spese, affonda, infatti, le sue radici nella cultura aggressiva che egli continua a nutrire e celebrare, come il clima di esaltazione testosteronica e machista della Convention appena conclusasi ha dimostrato, insieme all’endorsment della lobby delle armi.

Coreografia del Trump redento

Salvato da un miracolo e benedetto da Dio, Donald Trump è pronto per una nuova narrativa di sé stesso e del suo paese, che cancella il golpista di Capitol Hill con l’aiuto della “foto iconica” dell’attentato, che lo mostra con il pugno alzato, mentre incita il suo popolo a “combattere, combattere, combattere”. Ma altri due scatti testimoniano altro: la vulnerabilità del potere e l’incapacità degli apparati di garantire sicurezza.

La guerra e il tradimento della democrazia

La guerra è (anche) la spia del tradimento della democrazia. Oltre due secoli fa Kant segnalava che a decidere sulla pace e sulla guerra devono essere i cittadini e non i governanti. Ma così non è stato prima della invasione dell’Ucraina da parte della Russia e così non è oggi. I cittadini sono esclusi da ogni processo decisionale e le nostre classi dirigenti continuano a preferire le armi alla politica.

I limiti della politica, i poteri dei tribunali

Il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta, proposta da un cittadino palestinese, di ordinare allo Stato italiano di interrompere l’esportazione di armi verso Israele e di concorrere alle azioni belliche israeliane a Gaza, sostenendo l’insindacabilità assoluta degli atti governativi di politica estera. Dimentica il Tribunale che il potere degli Stati incontra limiti insuperabili nella normativa internazionale e costituzionale.