Chi dissente è criminale. Il caso Tav in Val di Susa

È in atto, nel Paese, una deriva autoritaria che, da un lato, aggredisce l’assetto istituzionale e, dall’altro, tenta di fare terra bruciata intorno a chi si oppone e dissente. La deriva si è fatta più pesante con il Governo della destra ma le sue radici sono risalenti. La criminalizzazione del movimento no Tav in Val Susa ne è il prototipo. Sarebbe tempo di aprire gli occhi…

“Repubblica” e la felicità della trincea

«Con i soldati ucraini al di là del confine: “Felici di guidare un tank in Russia”». Così titola “la Repubblica”, incurante del fatto che ogniqualvolta la guerra viene sublimata agitando i toni della fascinazione estetica, si finisce in una regressione di civiltà. Le invettive di Dante nella nona bolgia dell’ottavo cerchio dell’“Inferno” sembrano dimenticate in un’Italia penetrata da una cultura dal gusto vagamente fondamentalista.

I candidati alla vicepresidenza degli Stati Uniti: così diversi, così uguali

Il candidato democratico alla vicepresidenza degli Stati uniti è Tim Walz, governatore del Minnesota. La provenienza dal mondo rurale lo accomuna, anche in alcune proposte economiche, al suo avversario J.D. Vance, espressione della destra sociale. Convergenza curiosa ma di scarso rilievo ché a dettare le scelte della prossima amministrazione saranno gli interessi dei grandi finanziatori della campagna elettorale.

I cani d’Albania

È il febbraio 1982. Alcuni brigatisti arrestati per il sequestro del generale Dozier denunciano di aver subito violenze sistematiche nel distretto di polizia Ca’ Rossa di Mestre. La pratica delle torture è confermata dalle inchieste di due giornalisti e da tre operatori di polizia. I primi vengono arrestati, i secondi emarginati. Il processo originato da quelle dichiarazioni è archiviato. 20 anni dopo, il commissario Genova confermerà che era tutto vero.

Le “liste d’attesa” in sanità: la montagna e il topolino

La legge n. 107/2024, nota come decreto legge “liste d’attesa” in sanità, approvata con squilli di tromba, non affronta nessuna delle questioni principali, segnalate come minacce alla salute degli italiani dagli organismi internazionali. Per di più contiene essenzialmente disposizioni di indirizzo, spesso contraddittorie, e sembra avere come preoccupazione principale quella di evitare «nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

Il business della sanità e le liste d’attesa

Le liste d’attesa in sanità non sono l’esito di scelte organizzative inadeguate, ma una questione di natura squisitamente politica. Per il privato, infatti, sono un ottimo affare e, insieme ai tagli alla sanità pubblica e alla moltiplicazione degli esami inutili, alimentano un mercato fiorente di sanità a pagamento. Mentre quattro milioni e mezzo di italiani rinunciano, per motivi economici, a visite mediche.

La macchina del fango è sempre accesa

Questa volta tocca a me. Ci sono, a Siena, dei richiedenti asilo pakistani accampati per strada. Come Università per stranieri li accogliamo in corsi gratuiti di italiano e in mensa. La loro precarietà, peraltro, perdura e provoca, inevitabilmente, dei problemi che segnalo alle autorità competenti. Ciò non modifica le condizioni dei richiedenti asilo, ma provoca una campagna di stampa in cui divento io il razzista! Così, non a caso, va il mondo…

Mai più Hiroshima e Nagasaki

L’ombra di Hiroshima e Nagasaki si prolunga fino a noi con la minaccia di un nuovo uso di armi nucleari. Ciononostante, nell’indifferenza dei potenti della terra e delle maggioranze silenziose, il ricordo della più grande tragedia del Novecento non trova spazio sui grandi quotidiani nazionali, eccettuato “Avvenire”. Manca tuttora, nonostante l’impegno dei pacifisti, una cultura all’altezza della sfida nucleare.