Comprare la Groenlandia?

C’era una volta lo Stato patrimoniale. Poi arrivò Kant ad ammonire che «nessuno Stato indipendente può venire acquisito da un altro Stato tramite eredità, scambio, vendita o dono». Così siamo diventati moderni e la politica si è, almeno parzialmente, autonomizzata dall’economia. Oggi stiamo facendo il cammino a ritroso e c’è chi pensa di comprare la Groenlandia e non solo… Forse, qualche antidoto esiste.

Noi, Sanremo e la politica

Il festival di Sanremo non è l’evento dell’anno ma è un segnale: non foss’altro per il seguito di cui gode. Ebbene, nell’edizione di quest’anno il fatto di maggior rilievo è l’assenza della politica (che fa capolino solo in una canzone, bella quanto eccentrica). Il soggetto poetico ricorrente è l’amore, ma un amore privo di felicità, rimpianto persino quando ancora non è cominciato. È il sintomo di un mondo dominato dal tragico.

La verità restituita di Riace e di Mimmo Lucano

Finalmente anche la Cassazione ha detto quel che era chiaro fin dall’inizio: che l’esperienza di Riace è stata un modello di accoglienza e solidarietà e che Mimmo Lucano ha agito sempre con correttezza e disinteresse personale. Rimane l’ingiustizia di un processo politico doloroso, inutile e ingiustificato, che ha interrotto un percorso di riscatto di un’intera comunità.

L’intelligenza artificiale dopo l’irruzione di DeepSeek

L’irruzione della start-up cinese DeepSeek pone grandi sfide agli Stati Uniti: da una parte un sistema aperto, libero, poco costoso, dall’altra uno che richiede enormi investimenti, energivoro, nelle mani di pochissimi, con un modello chiuso; da una parte un modello neoliberista feroce, che cerca di distruggere lo Stato, dall’altra un’economia dove si sviluppano reciprocamente Stato e mercato.

I due dittatori

La mera esecrazione della tendenza verso la destra più pericolosa che si diffonde nel mondo non serve a niente, così come non serve indorare l’amara pillola. Bisogna sperare e agire perché ritorni la volontà di cercare ancora le vie per usare le conquiste della intelligenza collettiva per il bene comune e non come strumenti di arricchimento dei pochi e del loro dominio. Ripensando il socialismo contro la barbarie.

Gli Stati Uniti e l’eclisse del diritto

Da quando è tornato presidente, Donald Trump sta dando seguito alla promessa fatta in campagna elettorale di sovvertire tutte le regole del gioco democratico e di mandare in soffitta il diritto. Al di là degli effetti contingenti (pur gravissimi), c’è un problema di sistema: se i reciproci controlli tra i poteri smettono di funzionare, il pericolo che la democrazia ceda il passo a una forma diversa di governo si fa molto serio.

Dazi e controdazi, a rimetterci sono sempre i poveri

L’aveva promesso e l’ha fatto. Anzi, no. Tutto rinviato, tranne che per la Cina. Parliamo dei dazi di Trump, quelli che dovrebbero far tornare grande l’America. Il rinvio non è casuale perché le contromosse di Canada, Messico e Cina lasciano prevedere che la mossa di Trump non gioverà nemmeno all’economia americana. Ma intanto si è avviata una spirale pericolosa: e a pagare saranno, come sempre, i poveri.

Nordio, violare il diritto per liberare un torturatore

Il ministro Nordio ignora l’inglese e – cosa assai più grave – ignora il diritto. Se, invece, finge di ignorarlo per liberare, in nome della ragion di Stato, un torturatore di donne e bambini, è ancora peggio. In ogni caso le sue affermazioni sono tanto chiare quanto eversive: nessun giudice, nazionale o sovranazionale, può emettere atti sgraditi alla maggioranza; se lo fa, quegli atti possono essere vanificati dalla politica.