Franco Marra, laureato in ingegneria elettronica, ha iniziato la sua attività in informatica dagli anni '70, con la creazione del sistema di automazione Alba per l'aeroporto torinese di Caselle, e poi come progettista di software nel gruppo di progetto di sistemi operativi di Olivetti. Dopo una lunga attività nel settore, dal 2012 come volontario insegna in corsi per computer e smartphone per anziani promossi da SPI CGIL. Nell'estate del 2017 ha fondato, con altri professionisti in vari settori, Sloweb, un'associazione il cui obiettivo è promuovere un uso responsabile, consapevole e corretto del web.

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Tecnologie: noi province dell’impero americano

La tecnologia, l’informatica e l’intelligenza artificiale sono saldamente in mano ai colossi statunitensi, a Musk ma non solo a lui. L’Europa cerca affannosamente di darsi strumenti competitivi ma il suo ritardo è incolmabile. E dunque? Dunque, la nostra sovranità è compromessa: siamo una provincia dell’impero e, se un tempo siamo stati cuochi, oggi non ci rimane che fare i camerieri.

L’intelligenza artificiale, Gesù Cristo e Volere la Luna

Provate a sottoporre all’analisi di uno dei campioni di intelligenza artificiale come Gemini il manifesto del ‘68 su Gesù Cristo ricercato perché rivoluzionario e comunista esposto nella sede di Volere la Luna. Avrete un responso sorprendente: «è un prodotto della propaganda romana, che cercava di screditare Gesù e di giustificare la sua crocifissione». Incredibile ma vero!

Blockchain o Ball and Chain? Il diabolico incrocio tra criptovalute e intelligenza artificiale

Il concetto di criptovaluta è ostico, ma chi ha giocato a Monopoli ne ha una conoscenza intuitiva. La differenza è che i soldi, invece di darteli la banca all’inizio, te li devi sudare in una gara a chi fa prima a risolvere un puzzle. Ma la conoscenza intuitiva non basta e il profano fatica a capire, soprattutto quando nel “gioco” entra l’intelligenza artificiale.

Internet. La promessa tradita

Dicono che Internet sia sempre esistita. No, l’abbiamo creata noi Boomer. Ci ricordiamo bene l’entusiasmo con cui abbiamo accolto i primi vagiti della Rete e la sua crescita, in una stagione di grandi ideali. E ahimè sentiamo cocente la delusione per come è finita, spalancando ai mercanti le porte della nuova casa per tutti che noi pensavamo di costruire e ristabilendo in peggio i privilegi e le discriminazioni del passato.