“Un altro Ferragosto” di Paolo Virzì

“Un altro Ferragosto” è una divertentissima commedia, e anche un film da leggere come fonte storica, per capire qualcosa del nostro presente. È infatti il sequel di “Ferie d’agosto” (1996), il film che raccontava l’aprirsi della stagione berlusconiana attraverso la vacanza a Ventotene di due contrapposti clan familiari. Li ritroviamo oggi nell’Italia meloniana, ed è un ritratto molto più cupo.

“La cucina” dei dannati

“Aragoste a Manhattan” (titolo originale, “La cocina”) è un film drammatico che parla di lavoro nero e immigrazione clandestina, ambientato in un grande ristorante per turisti a New York. La cucina del ristorante è raccontata come la stiva di una nave carica di persone in fuga dalla povertà, in un viaggio della speranza che crudelmente sembra destinato a non arrivare mai alla meta.

“Fuori” di Mario Martone

Arrestata nel 1980 per furto, la scrittrice Goliarda Sapienza rivive l’esperienza carceraria nel ricordo e nel rapporto con due ex detenute, in una lunga estate romana nella quale “fuori” e “dentro” si confondono. Snobbato dalla giuria di Cannes, l’ultimo film di Mario Martone è già al cinema.

“The last showgirl”: America, ultimo spettacolo

Con “The last showgirl” la regista Gia Coppola sembra voler rispondere alla domanda «come si diventa trumpiani?», raccontando una piccola storia molto americana di sacrificio di sé stessi al mito del successo e di sconfitta, nella quale la reazione non è una salvifica presa di coscienza, ma anzi l’abbandono a un nuovo sogno, nell’illusione di tornare great (and beautiful) again.

Le donne al balcone

Un film libero e mutante, che inizia come commedia sentimentale per cambiare poi continuamente pelle, da thriller a horror, con tratti di umorismo nero. Una continua e volutamente spiazzante metamorfosi, mentre il filo rosso è l’identità femminile che nelle tre “donne al balcone” maturerà attraverso tragicomici eventi.

Mickey vola basso

La fantascienza distopica del nuovo film del regista di “Parasite” è già realtà: il protagonista è un lavoratore schiavizzato e ridotto a pezzo sostituibile, nient’altro che la cronaca più ovvia del nostro presente. Peccato che da questo tema di strettissima attualità Bong Joon-Ho ricavi solo buon intrattenimento, con appena una manciata di polvere di critica della società.

“FolleMente”

Il film vorrebbe raccontare come il rapporto di coppia si stia oggi ridefinendo, ma si affida alla trovata di corto respiro di mettere in scena i diversi aspetti della personalità di una coppia al primo appuntamento, dando loro corpo e voce. Un’idea surreale che si rivela essere un mero pretesto, perché si esaurisce nella ricerca compulsiva di occasioni di battute comiche tra le personalità contrastanti.