Le donne al balcone

Un film libero e mutante, che inizia come commedia sentimentale per cambiare poi continuamente pelle, da thriller a horror, con tratti di umorismo nero. Una continua e volutamente spiazzante metamorfosi, mentre il filo rosso è l’identità femminile che nelle tre “donne al balcone” maturerà attraverso tragicomici eventi.

Mickey vola basso

La fantascienza distopica del nuovo film del regista di “Parasite” è già realtà: il protagonista è un lavoratore schiavizzato e ridotto a pezzo sostituibile, nient’altro che la cronaca più ovvia del nostro presente. Peccato che da questo tema di strettissima attualità Bong Joon-Ho ricavi solo buon intrattenimento, con appena una manciata di polvere di critica della società.

“FolleMente”

Il film vorrebbe raccontare come il rapporto di coppia si stia oggi ridefinendo, ma si affida alla trovata di corto respiro di mettere in scena i diversi aspetti della personalità di una coppia al primo appuntamento, dando loro corpo e voce. Un’idea surreale che si rivela essere un mero pretesto, perché si esaurisce nella ricerca compulsiva di occasioni di battute comiche tra le personalità contrastanti.

“Il seme del fico sacro”

Un film ambientato durante le proteste del 2022 in Iran, girato in clandestinità e ripudiato dal suo paese, che concorre agli Oscar sotto la bandiera della Germania. Raccontando lo Stato teocratico attraverso il microcosmo di una famiglia, messa in crisi dallo svelamento della violenza di regime, Mohammad Rasoulof offre un’interessante chiave di lettura che allarga gli orizzonti di riflessione.

“Emilia Pérez”, di tutto di più

Cos’è “Emilia Pérez”, trionfatore a Cannes e ai Golden Globes e probabilissimo futuro vincitore dell’Oscar per il migliore film straniero? È di tutto di più, sempre però con un pesantissimo e determinante “ma senza”. Un musical, ma senza neppure una bella canzone; un film che tratta temi impegnativi, ma senza impegno; un film furbo, pensato per piacere.

Diamanti, il coming out di Ferzan Özpetek

Finalmente Ferzan Özpetek ha fatto coming out e, rivelandosi per quello che è davvero, con “Diamanti” ha realizzato il suo film migliore. Abbandonate pensosità, metafore, arzigogoli e patemi autoriali, Özpetek svela la sua vera natura girando benissimo l’idea platonica della soap-opera, condensata in un’unica puntata; o forse è solo l’inizio di una futura serie TV?

The Substance di Coralie Fargeat

Un’ex attrice non si rassegna all’insulto degli anni e fa un patto con il diavolo. Così dal suo corpo invecchiato emerge una ragazza giovane e bella. Ma solo a intermittenza ché la nuova e la vecchia versione si succedono a settimane alterne. Fino a che la situazione scoppia e il grottesco si trasforma in horror in un crescendo supportato dalla superba interpretazione di Demi Moore.

“Giurato numero 2”: tra le ombre del giudizio

Un uomo che ha commesso un delitto senza accorgersene, perché credeva di aver urtato un cervo, finisce per fare il giurato nel processo per la morte della donna uccisa dalla sua automobile. La paradossale situazione innesta un conflitto a più facce che investe la verità, la giustizia, gli affetti: un conflitto che Eastwood, con la sua classicità da vecchia scuola, gestisce demolendo certezze e stereotipi.

Berlinguer – La grande ambizione

Un biopic su una figura come quella di Enrico Berlinguer era impresa non facile. Ma “Berlinguer – La grande ambizione” di Andrea Segre fa scelte di scrittura e di realizzazione visiva di grande efficacia: nella recitazione di attori come Elio Germano e Roberto Citran, nella intensa esplorazione dell’ambiente familiare di Berlinguer, nell’uso del repertorio (per documentare il suo rapporto con la base del partito).