“La valle dei sorrisi”: l’orrore dietro la felicità a tutti i costi

“La valle dei sorrisi” di Paolo Strippoli, presentato fuori concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, è un riuscito horror d’autore che riesce a essere perturbante senza versare litri di sangue, ma affondando invece lo sguardo su alcune delle paure più profonde di oggi, a partire da quelle del dolore e della perdita, come se non avessimo più la capacità di farvi fronte.

La “Duse” di Pietro Marcello

Un ritratto personalissimo e reinventato della grande attrice, perché per Pietro Marcello la Duse è soprattutto un personaggio-pretesto per raccontare la dissoluzione di un mondo e il precipitare nell’abisso del fascismo di una società che non ha i codici per decifrare una nuova realtà, e quindi neppure per difendersene.

Quanto è duro “L’ultimo turno” dell’infermiera Floria

Un film incalzante che segue il turno di lavoro di un’infermiera ospedaliera, riuscendo nella difficile impresa di essere al tempo stesso rigoroso e avvincente. Oltre a renderci consapevoli del problema globale della carenza di personale infermieristico, la regista Petra Volpe riesce a restituire umanità a una figura che, quando siamo nei panni di pazienti, rischiamo di ridurre alla pura funzione di cura.

“Un altro Ferragosto” di Paolo Virzì

“Un altro Ferragosto” è una divertentissima commedia, e anche un film da leggere come fonte storica, per capire qualcosa del nostro presente. È infatti il sequel di “Ferie d’agosto” (1996), il film che raccontava l’aprirsi della stagione berlusconiana attraverso la vacanza a Ventotene di due contrapposti clan familiari. Li ritroviamo oggi nell’Italia meloniana, ed è un ritratto molto più cupo.

“La cucina” dei dannati

“Aragoste a Manhattan” (titolo originale, “La cocina”) è un film drammatico che parla di lavoro nero e immigrazione clandestina, ambientato in un grande ristorante per turisti a New York. La cucina del ristorante è raccontata come la stiva di una nave carica di persone in fuga dalla povertà, in un viaggio della speranza che crudelmente sembra destinato a non arrivare mai alla meta.

“Fuori” di Mario Martone

Arrestata nel 1980 per furto, la scrittrice Goliarda Sapienza rivive l’esperienza carceraria nel ricordo e nel rapporto con due ex detenute, in una lunga estate romana nella quale “fuori” e “dentro” si confondono. Snobbato dalla giuria di Cannes, l’ultimo film di Mario Martone è già al cinema.

“The last showgirl”: America, ultimo spettacolo

Con “The last showgirl” la regista Gia Coppola sembra voler rispondere alla domanda «come si diventa trumpiani?», raccontando una piccola storia molto americana di sacrificio di sé stessi al mito del successo e di sconfitta, nella quale la reazione non è una salvifica presa di coscienza, ma anzi l’abbandono a un nuovo sogno, nell’illusione di tornare great (and beautiful) again.