Per una Carta dei Diritti della Natura

La natura è oggetto di diffusa riscoperta, ma prevale un turismo mordi e fuggi che contribuisce a trasformarla in un grande luna park in cui è impossibile, per l’uomo, colloquiare con pietre, piante o animali. Per salvaguardarne un’autentica fruizione, a beneficio nostro e delle generazioni future, è necessario instaurare, con essa, un rapporto non mercificato, capace di attenzione alla società che con essa si interseca.

Come ridurre lo sfruttamento del pianeta?

Il “giorno di supersfruttamento della terra” è stato anticipato, quest’anno, al 24 luglio. È il segno che il nostro debito ecologico aumenta, rapinando le risorse alle generazioni future e preparando la fine del pianeta. Ma non tutti siamo ugualmente responsabili: combinando tecnologia, scelte individuali e politiche strutturali sarebbe possibile riportare in equilibrio consumi e capacità di rigenerazione della Terra.

Il caldo e la follia umana: cementificare e costruire

A Londra si vuole ampliare l’area sportiva di Wimbledon costruendo 38 nuovi campi da tennis e uno stadio; a Bardonecchia il rio Frejus, assurdamente intubato, esonda per la seconda volta in due anni provocando enormi danni e un morto; a Vicenza partono gli espropri per una tratta, del tutto inutile, di alta velocità. Il caldo impazza, ma pazienza: cementificare e costruire produce consensi e voti…

Cosa sta a monte della transizione energetica?

L’energia pulita o rinnovabile è un obiettivo sacrosanto. Ma bisogna sapere di cosa si parla. I raggi solari, il vento e l’acqua fluente sono certamente puliti. Ma si tratta di risorse che devono essere intercettate e per trasformarle in energia devono essere realizzati dei manufatti che richiedono dei minerali la cui estrazione crea inquinamento in altri paesi (in genere poveri). Meglio, dunque, non ragionare per slogan.

Chi paga il prezzo del riscaldamento globale?

La crisi climatica è anche una crisi di giustizia: tra paesi, tra classi sociali, tra generazioni. I soggetti e i paesi più ricchi sono quelli che inquinano di più, direttamente o con gli investimenti. Una tassazione progressiva delle emissioni, in particolare di quelle legate agli investimenti, potrebbe contribuire a finanziare la transizione ecologica e a compensare i gruppi più vulnerabili.

Essere ambientalisti? Un libro di Fabio Balocco

Bianco, benestante, ambientalista: sono, insieme, il titolo e le parole guida dell’ultimo libro di Fabio Balocco in cui la gioia del contatto con la natura si alterna al tormento malinconico per i disastri prodotti dalla mano dell’uomo. Ottima lettura anche per non ambientalisti: purché amino fare qualche passeggiata e dubitino di alcuni aspetti del mondo contemporaneo, sopratutto da un punto di vista economico-ecologico

La biodiversità perduta

La saggezza dei popoli ha ben chiaro da sempre che tentare di regolare artificialmente le forze della natura causa disastri incontenibili. Ma attualmente chi prende le decisioni rispetto agli interventi da fare sui territori è scollegato dalle comunità che su questi territori vivono e non segue le regole del bene comune ma gli imperativi categorici di far denaro a tutti i costi, nel modo più veloce e massimizzato possibile.

L’inganno delle grandi opere

Le grandi opere sono per lo più estremamente impattanti e fonte di gravi rischi senza una corrispondente utilità sociale e con ricadute occupazionali ridotte. Un caso per tutti: rinunciando al ponte di Messina e assumendo l’impegno finanziario previsto di 15 miliardi di euro per politiche di mobilità sostenibili, si potrebbe far fare un salto enorme di civiltà e vivibilità a tutto il territorio calabrese e siciliano.

L’enciclica “Laudato si’” e l’ecologia integrale

L’enciclica “Laudato si’” è un documento di straordinario valore religioso, culturale e politico, che ha dato un contesto di riferimento e una forza senza precedenti ai tanti che nel mondo si battono per la protezione dell’ambiente. Anche se la traiettoria presa dalla parte maggioritaria della politica nazionale e internazionale sta andando in direzione completamente opposta a questi auspici e obiettivi.