Essere ambientalisti? Un libro di Fabio Balocco

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Se volete leggere un libro a tinte contrapposte non potete perdere l’ultimo lavoro di Fabio Balocco: Bianco benestante ambientalista, pubblicato da Lar Editore. Il titolo in sé porta un’ombra contrastante, data dalle tre categorie, che si ritrova nelle agili 230 pagine che portano il lettore dentro molte riflessioni inerenti cosa significa essere ambientalisti oggi: condizione che ruota intorno alla felicità disperata.

Si tratta di una condizione data dalla gioia che reca la vita a contatto con la natura – molto belli i capitoli sul cammino, l’alpinismo e la bicicletta –, la fortuna quindi di essere persone che godono del silenzio, dei panorami, di una semplice passeggiata. Cose senza valore monetario che rendono la vita degna di essere vissuta al di là del compulsivo consumo. Il lato della medaglia opposto è dato dal tormento malinconico che scaturisce dal vedere la natura foriera di tanta felicità, demolita dall’essere umano sempre più scatenato nella ricerca di un profitto che pare volere essere senza limiti.

Il libro, ricco di fotografie e rimandi letterari, si compone di oltre 70 capitoli che prendono spunto da episodi della vita dell’autore che hanno il pregio di poter essere messi in relazione con la nostra quotidianità di ambientalisti: ma, in realtà, questa condizione appare più come una falsa quinta perché per molti aspetti il libro trascende quello che vorrebbe essere il suo esplicito baricentro tematico ed entra dentro campi squisitamente filosofici. Si prenda ad esempio il capitolo dedicato alla decrescita raccontata in modo meno ampio di Saito Kohei, ma in maniera molto stimolante e convincente. Ma anche i capitoli come Il ragazzo della via Gluck, La scomparsa del Natale, L’inquinamento delle menti pongono il lettore di fronte a elementi non banali, interessanti e sopratutto ben esposti.

Ottima lettura non per ambientalisti, in definitiva: categoria troppo vasta che da molte delle riflessioni portate dall’autore sono già attraversati. È un libro per quel vasto mondo che ama fare una passeggiata ogni tanto e magari dubita su alcuni aspetti del mondo contemporaneo, soprattutto da un punto di vista economico- ecologico. Per un lettore così, non schierato, si tratta di un testo che può far capire molte cose in modo gentile.

Gli autori

Maurizio Pagliassotti

Maurizio Pagliassotti, scrittore, reporter, promotore culturale, ha scritto, per Einaudi, "La guerra invisibile" (2023) e, per Bollati Boringhieri, "Ancora dodici chilometri" (2019), entrambi sul tema delle rotte migratorie di massa. Ha scritto diversi libri anche sulla condizione sociale e politica di Torino, città in cui è nato. Tiene un seminario presso l'Università per stranieri di Siena inerente la rotta dei Balcani.

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