Trasformare la crisi climatica in opportunità

Per sopravvivere ed evitare di farsi travolgere dalla catastrofe climatica, l’umanità deve fare un salto di civiltà, nei consumi e nei modi di produzione. Sarebbe un salto economicamente conveniente e consentito dalla evoluzione della tecnica. Ma i governi si guardano bene dal farlo. Basta guardare all’energia dove, anziché perseguire riduzione dei consumi e fonti alternative, si insegue la follia del nucleare.

L’erede di San Francesco

Tra i molti lasciti di Francesco (i gesti, il linguaggio, la concretezza, l’impegno quotidiano per la pace, il senso dell’accoglienza, la pratica della povertà etc.) c’è il ribaltamento della concezione ispirata al dominio dell’uomo sul resto del mondo. A questa idea il papa venuto da lontano ha contrapposto quella della cura del creato che ha trovato un manifesto di rara profondità nell’enciclica “Laudato si’”.

La sfida della biodiversità

La biodiversità, che assicura la presenza di piante con caratteristiche differenti e il riparo a milioni di specie animali, è la base della sicurezza alimentare e di tutti i tipi di ecosistemi presenti sulla terra. Per assicurarla e per rimediare ai danni prodotti negli ultimi decenni, sono peraltro necessari capitali ingenti. La COP 16 di Roma dello scorso febbraio ha posto alcune premesse per andare in quella direzione.

Il potere delle multinazionali, la forza di Greenpeace

Una giuria degli Stati Uniti ha condannato Greenpeace a versare a Energy Transfer 660 milioni di dollari a titolo di risarcimento per le proteste contro l’oleodotto Dakota Access. È la nuova strategia delle multinazionali dei fossili che mette in pericolo, con Greenpeace, il futuro del pianeta e la libertà di protesta. Contro il suo accoglimento in sede giusidizionale occorre mobilitarsi.

Come la guerra distrugge (anche) l’ambiente

Agli attacchi all’ambiente e alle condizioni di vita del pianeta da parte della speculazione, si aggiungono quelli portati dalle guerre, sia nella fase di preparazione, che nelle sue operazioni e nelle conseguenze. Per questo l’ambientalismo deve essere associato al pacifismo. Come ha scritto Alexander Langer: «La causa della pace non può essere separata da quella dell’ecologia».

Valorizzare la montagna?

Ogni grande opera che incide sulle montagne, magari per fare nuove funivie e piste di sci, viene chiamata dagli amministratori “valorizzazione”. Il termine denuncia una visione del mondo secondo cui la natura in quanto tale non vale nulla e assume un valore (monetario ed estetico) solo a fronte di un intervento umano. Eppure i fatti mostrano l’esatto contrario e richiedono il riferimento a un altro termine: difendere.

No alla servitù energetica: un convegno per dirlo

A chi serve questa grande quantità di energia e per cosa viene prodotta? Perché prima di avviare il passaggio a nuove forme di energia non si calcolano i fabbisogni reali, non si riducono gli sprechi, non si abbandonano le produzioni e le opere inutili? Di questo si parlerà, anche per costruire una rete di rapporti a livello nazionale, in un convegno organizzato a Livorno, il 29 e 30 marzo da Confluenza.