Il caldo e la follia umana: cementificare e costruire

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In una qualsiasi giornata di questa impietosa estate, che si candida a superare i record di quella del 2003, tre notizie pressoché in contemporanea ci portano a ragionare sulla follia umana. Non c’è un ordine di importanza.

Partiamo dallo sport, il tennis. A Wimbledon sono iniziati i campionati. Fa caldo anche a Londra: temperature costantemente sopra i trenta gradi, persone che si sentono male sulle tribune e quelle che non si sentono male, usano piccoli ventilatori e cappelli a larghe tese. Ebbene, a Londra un tribunale dovrà pronunciarsi in questi giorni sull’ampliamento dell’area sportiva. Un’operazione da 200 milioni di sterline per devastare buona parte del park che circonda l’arena attuale: 38 nuovi campi da tennis e uno stadio da 8.000 posti (https://motorcyclesports.net/it/la-direttrice-di-wimbledon-debbie-jevans-affronta-una-battaglia-legale-in-tribunale-riguardo-ai-piani-da-200-milioni-di-sterline/). Quindi, meno verde per tutti. E pazienza per il caldo.

Passiamo all’Italia, dove, a Bardonecchia il rio Frejus è esondato per la seconda volta nell’arco di pochi anni, causando anche un morto. Ora, tralasciamo la considerazione che un decreto dell’epoca fascista riconosceva l’unicità paesaggistica della conca di Bardonecchia e impediva la realizzazione di nuove abitazioni, ma siamo in Italia e anche il Breuil era tutelato e ci hanno tirato su Cervinia. Lasciamo perdere questo e veniamo al dunque. Si vuole dare un contentino all’industria delle costruzioni, tirando su edifici con alloggi vuoti per buona parte dell’anno? Non ha molto senso, ma lo si faccia anche, però almeno si rispetti il corso di un torrente, non si interferisca con l’acqua. Invece no, lo si rettifica, lo si intuba, lo si regima spendendo un sacco di soldi. Poi quello si incazza e se ne frega degli argini. E allora ecco ancora soldi per frenarlo a monte. Non era più semplice lasciarlo scorrere? No, per l’evidente ragione che tutta questa operazione, nel suo complesso, del prima e del dopo, crea posti di lavoro. E, come ricordava Beppe Grillo quando ci fu l’alluvione del Tanaro, le alluvioni fanno aumentare il PIL.

E veniamo al terzo esempio, sempre in casa nostra. A Vicenza partono gli espropri per i cantieri dell’alta velocità ferroviaria Brescia-Padova (https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/07/10/tav-brescia-padova-cosi-la-politica-ignora-i-veri-dati/5313311/). Nello specifico, questo significa la fine del “bosco Lanerossi”, un‘area di verde spontaneo (e di salute per i cittadini) di 25.000 mq in ambito urbano (https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/01/tav-vicenza-sgomberi-bosco-lanerossi-notizie/8045209/). Ma l’altra cosa terribilmente stupida è che questa grande opera, che decreta la fine di migliaia di ettari di suolo fertile, costa (costava…) 8,5 miliardi di euro: per correre a fianco della linea tradizionale su cui a loro volta corrono i treni veloci di Trenitalia e di Italo senza problemi.

Parlavo nell’esordio di “follia”. Ma in realtà in tal modo anch’io dimostro di essere stupido, perché queste operazioni dovunque vengano poste in essere hanno una ragion d’essere: garantiscono posti di lavoro, e consensi, e voti. Per chi ama la Natura un boccone davvero amaro da digerire.

Gli autori

Fabio Balocco

Fabio Balocco, nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (in quiescenza), ma la sua passione è, da sempre, la difesa dell’ambiente, in particolare montano. Ha collaborato, tra l’altro, con “La Rivista della Montagna”, “Alp”, “Meridiani Montagne”, “Montagnard”. Ha scritto, tra l'altro, “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino” (Neos Edizioni, 2017); "Lontano da Farinetti. Storie di Langhe e dintorni" (Il Babi editore, 2019); "Per gioco. Voci e numeri del gioco d'azzardo" (Neos Editore, 2019); "Un'Italia che scompare (Il Babi editore, 2022); "Sotto l'acqua. Storie di invasi e di borghi sommersi" (LAReditore, 2024); "Bianco benestante ambientalista" (LAReditore, 2025).. Collabora dal 2011, in qualità di blogger in campo ambientale e sociale, con "Il Fatto Quotidiano".

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