Giovani, coltelli e ipocrisia

Alcuni recenti fatti di cronaca (da ultimo l’accoltellamento di uno studente all’interno di una scuola) pongono domande ineludibili: la violenza giovanile è un’anomalia italiana? e la crescita della repressione è una risposta utile? L’esperienza dice di no e mostra che il sicuritarismo fonda una società insicura, frammentata, dove la paura la fa da padrona e la violenza viene esaltata. Ma tant’è: a una parte della società conviene.

Manovra 2026: armi e austerità

Dimenticate le promesse elettorali e le invettive di un tempo, oggi il Governo indossa l’elmetto e sacrifica welfare e salari. La manovra, da 18 miliardi di euro, è, infatti, in gran parte costruita su tagli alla spesa pubblica e su entrate una tantum. È la logica del rigore, tornata a dominare dopo la parentesi pandemica e la sospensione del Patto di stabilità. Salvo che per le armi. Per i missili, i cannoni, i carri armati, non ci sono vincoli di bilancio.

Riarmo: una scelta di Meloni, non un’imposizione della Nato

L’talia corre verso una aumento delle spese militari dagli attuali 35 a oltre 100 miliardi all’anno. La vulgata è che si tratta di un obbligo imposto dalla Nato. Ma non è così. Il summit dell’alleanza atlantica del 25 giugno lo ha inserito tra gli obiettivi, ma la dichiarazione che lo prevede non è un accordo vincolante, come il rifiuto della Spagna dimostra. Dunque il riarmo è una scelta, sempre revocabile, del Governo Meloni.

Il kit di sopravvivenza della commissaria europea

Mentre buona parte dei cittadini non ha più di che mangiare o di che curarsi, una commissaria europea diffonde un video per informarci che su di noi incombe il pericolo di morire e sollecitarci a preparare un kit di sopravvivenza. Il messaggio, accompagnato da incomprensibili risate, è che dobbiamo abituarci alla paura. Non per caso ché, se muore il welfare, solo la paura potrà assicurare coesione e controllo sociale.

Svezia: dopo la strage, la fiera dell’ipocrisia

Forse non sapremo mai perché il 4 febbraio, in Svezia, in una scuola per adulti, un giovane, isolato e senza lavoro, ha ucciso dieci persone (in gran parte migranti) e infine sé stesso. Ma sappiamo che il fatto e la sua (probabile) motivazione razzista rappresentano una sconfitta per la società svedese, impegnata nel sostituire il welfare con una deriva securitaria.

Sorvegliare e punire i poveri e i ribelli

Il disegno di legge sicurezza al vaglio del Senato ha un chiaro stampo reazionario. Le sue previsioni (che spaziano dalle occupazioni di case alle manifestazioni, dal carcere ai poteri delle polizie), pur se all’apparenza eterogenee, perseguono un obiettivo comune: realizzare uno Stato autoritario sostituendo il welfare con la repressione, dilatando il carcere, eliminando il dissenso, aumentando i poteri delle polizie.

Politiche per la famiglia e ossessioni della destra

Due proposte animano il dibattito in tema di politiche per la famiglia: l’abolizione dell’assegno unico e l’aumento delle detrazioni fiscali per le famiglie numerose (con parallela riduzione per chi non ha figli/e). Il quadro non è ancora definito ma già emerge il passo indietro nel percorso di emancipazione individuale e il ritorno a una situazione in cui gli individui hanno diritti diversi a seconda della loro posizione nella famiglia.

Disfare l’Italia

Con “Disfare l’Italia” di Pietro Spirito la biblioteca sull’autonomia differenziata si arricchisce di una sorta di guida sui danni di questa riforma: per le aree interne, il Sud, le imprese, l’ambiente, il territorio, il Parlamento, la Costituzione, i bambini, i giovani e gli anziani, i malati e via elencando. Con una conclusione: quel sistema toglie ai poveri per dare ai ricchi e i suoi anelli sacrificali saranno il Sud e i territori deboli del Nord.