Le migrazioni e la falsa coscienza dell’Occidente

Le cause delle migrazioni sono determinate, in massima parte, dalle politiche che l’Occidente ha perseguito per secoli e continua a perseguire nei confronti dei paesi da cui partono i flussi. Politiche che sono dettate dal sistema capitalista. Il momento di crisi estrema che stiamo vivendo offre l’opportunità per una critica radicale che metta in discussione il capitalismo, nella sua vera essenza liberticida e distruttiva.

Tornare a parlare del Mezzogiorno

La “questione meridionale”, un tempo al centro delle attenzioni delle forze politiche progressiste è scomparso dall’agenda di ogni partito. Eppure il Mezzogiorno ha le potenzialità per divenire un polo di ricerca e di produzione per filiere industriali strategiche, per aiutare a percorrere meglio e più velocemente la transizione energetica, per contrastare il declino anche demografico del Paese.

Il decreto flussi: l’ennesima truffa delle etichette

Il decreto flussi predisposto dal Governo è uno strumento inadeguato e irrazionale. Non solo per il numero assolutamente insufficiente di lavoratori stranieri che potranno essere assunti, ma anche per una serie di incongruenze interne e perché si fonda sul presupposto fallace dell’incontro a distanza tra datore di lavoro e lavoratore. L’esito sarà l’aumento delle finte assunzioni e una emersione incontrollata di lavoro nero.

Tra demografia e democrazia

Mentre, nel mondo, il numero delle dittature supera quello delle democrazie (peraltro in crisi sempre più evidente) il fattore determinante della geopolitica diventa la demografia. Eppure l’occidentalismo e l’eurocentrismo ci fanno trascurare il peso sempre maggiore, in numero di abitanti e in termini economici, non solo della Cina e dell’India ma anche di Paesi come l’Indonesia e la Turchia.

Una Costituzione per la terra: il realismo dell’utopia

In quest’ultimo anno si sono aggravate tutte le catastrofi globali che minacciano il futuro dell’umanità: le guerre, la crisi climatica, le disuguaglianze, l’esclusione dei migranti e, insieme, l’involuzione autocratica delle democrazie occidentali. A fronte di ciò il progetto di una Costituzione della Terra, che vincoli persone e stati, non è un’utopia ma un atto di realismo che, solo, può produrre un risveglio della ragione.

COP 29, l’ennesima delusione

La COP 29 è stata una tappa deludente nel percorso verso l’abbandono dei combustibili fossili. Già la scelta della sede (l’Azerbaijan, grande estrattore ed esportatore di gas e petrolio) non lasciava presagire nulla di buono. Il resto lo hanno fatto i lobbisti e gli interessi dei paesi del Nord del mondo. Il risultato è stato la mortificazione delle esigenze dei paesi “fragili”.