Luigi Ferrajoli, professore emerito di Filosofia del diritto all’Università di Roma Tre, è stato allievo di Norberto Bobbio ed è tra i massimi filosofi del diritto viventi. Già magistrato, è stato, a fine anni Sessanta, tra i fondatori di Magistratura democratica. Tra le sue opere principali: "Manifesto per l’uguaglianza" (2018), "Principia Iuris. Teoria del diritto e della democrazia" (2007), "Diritto e ragione. Teoria del garantismo penale" (1989), tutti pubblicati da Laterza.
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L’aggressione degli Stati Uniti al Venezuela è un atto criminale, ancor più grave dell’aggressione della Russia all’Ucraina. Per questo è doppiamente grave il silenzio complice dei governi occidentali. Senza una grande mobilitazione delle forze pacifiste, che porti alla messa al bando delle armi, si prepara la fine dello stesso genere umano.
I prossimi referendum sono un’occasione irripetibile per ridare fiducia alla democrazia. E’ la ragione per cui la destra, finanche con il presidente del Senato, invita all’astensione e le televisioni di Stato tacciono. Per questo la risposta degli esponenti delle opposizioni, in ogni intervista, dovrebbe essere invariabilmente: «L’8 e il 9 giugno andate a votare nei referendum!».
In quest’ultimo anno si sono aggravate tutte le catastrofi globali che minacciano il futuro dell’umanità: le guerre, la crisi climatica, le disuguaglianze, l’esclusione dei migranti e, insieme, l’involuzione autocratica delle democrazie occidentali. A fronte di ciò il progetto di una Costituzione della Terra, che vincoli persone e stati, non è un’utopia ma un atto di realismo che, solo, può produrre un risveglio della ragione.
La Procura di Torino contesta a 16 militanti di Askatasuna e no Tav il reato di associazione a delinquere per commettere atti di resistenza a pubblici ufficiali. I ministeri degli interni e della difesa chiedono agli stessi militanti risarcimenti milionari per le attività info investigative e di tutela dell’ordine pubblico e per danni di immagine. C’è da non crederci, eppure sono le nuove frontiere della repressione.
Con 7.000 satelliti in orbita, Elon Musk si è appropriato dello spazio extra-atmosferico, pur definito pubblico dalle convenzioni internazionali. Non ci sono solo la celebrazione del suo potere e la violazione del diritto internazionale. C’è una mutazione dello stesso capitalismo, con regressione a una dimensione premoderna e abbandono di principi come l’esistenza di una sfera pubblica e la distinzione tra politica ed economia.
L’efferato attacco di Hamas in territorio israeliano è, per le sue modalità e i suoi destinatari indifferenziati, un atto terroristico. L’apartheid e le violenze di Israele, che pure ne sono all’origine, non ne cambiano la natura. Ma a un atto terroristico si risponde con il diritto, identificando e perseguendo i responsabili, e non con missili e bombardamenti, che provocano morte e terrore tra le popolazioni civili.
Riprende oggi il giudizio d’appello nei confronti di Mimmo Lucano, condannato in primo grado a 13 anni e due mesi di reclusione per aver praticato la solidarietà. Da ciò che i giudici decideranno si misurerà la loro volontà o meno di unirsi all’opera di diseducazione civile e morale in atto, consistente nella diffusione dell’idea che il bene e la virtù non esistono e che la disumanità delle istituzioni è giusta e inevitabile.
La demagogia populista ha bisogno di un nemico e il migrante è il nemico ideale, a causa del razzismo diffuso che induce a percepirlo come “inferiore” e ontologicamente illegale. La tragedia delle 73 persone lasciate affogare in mare a Cutro senza aiuti e le penose giustificazioni del Governo ripropongono con forza la questione dei migranti.
Per l’art. 1 dello Statuto dell’ONU la sua finalità è “mantenere la pace…e, a questo fine conseguire con mezzi pacifici la soluzione delle controversie internazionali”. Di fronte alla “crisi ucraina” e ai rischi di sopravvivenza dell’intera umanità, sarebbe necessario che si riunisse in seduta permanente finché una pace accettabile non venga raggiunta.
C’è un filo rosso che collega le politiche contro gli immigrati di Matteo Salvini e la sentenza nei confronti di Mimmo Lucano: il crollo del senso morale provocato dall’istigazione all’intolleranza nei confronti dei deboli e dalla criminalizzazione di chi ne difende i diritti. È un veleno distruttivo, in grado di minare le basi sociali della nostra democrazia.