Ucraina: l’ultimo appello di Francesco

Mentre i rischi di una guerra nucleare si accentuano il papa dedica l’intera riflessione domenicale alla pace. Con un appello più concreto che mai: «tacciano le armi!», e dunque un cessate il fuoco immediato; poi, si ripristini l’integrità territoriale dell’Ucraina; infine, si rispettino i diritti delle minoranze russofone e le legittime preoccupazioni della Russia. È, forse, l’unico equilibrio possibile.

Per una cultura della pace

Per Hegel e Croce, la guerra rinnova l’acqua stagnante. Per i futuristi è igiene del mondo! In realtà, la guerra è la morte del mondo umano! Ad essa non va contrapposto un semplice, generico rifiuto ma una nonviolenza attiva. I conflitti non vanno negati né esorcizzati ma gestiti con azioni resistenti alla violenza e, per questo, costruttive di giustizia.

25 settembre, il rimosso e gli spettri

La campagna elettorale appena conclusa è stata caratterizzata dalla rimozione di elementi decisivi: la posta in gioco reale della guerra in Ucraina, la fine degli assetti ideologici e geopolitici novecenteschi, le trasformazioni indotte dalla pandemia nella politica e nell’immaginario collettivo. Sono rimozioni che la probabile deriva verso il peggio ci impedirà di eludere.

Adolescenza tra speranze e timori. Un’indagine

Preoccupati e disillusi riguardo al futuro. Meno propensi, rispetto al passato, a iscriversi all’Università. Mangioni e sedentari, insoddisfatti del proprio aspetto fisico e in balia di una estetica dettata da influencer. Sempre più “connessi” e con un peggioramento dei rapporti in famiglia. Con un forte desiderio di viaggiare. È lo spaccato degli adolescenti che emerge dall’indagine 2022 del Laboratorio Adolescenza.

In morte di Mikhail Gorbacev: il sogno e l’incubo

Il 30 agosto è morto Mikhail Gorbacev. Negli stessi giorni, la follia della guerra in Ucraina (giunta al 190mo giorno) sancisce il tramonto del sogno da lui coltivato di un’Europa riunita e pacificata, dall’Atlantico agli Urali, in uno scenario caratterizzato dalla cooperazione fra le nazioni. Grazie all’azione dei nuovi architetti dell’ordine mondiale quel sogno si è trasformato in un incubo.

Siamo alla canna del gas: ma Putin, per ora, non c’entra

Il prezzo del metano è fuori controllo. La responsabilità peraltro, almeno per ora, non è di Putin ma delle imprese importatrici. Infatti, il prezzo del gas per imprese e famiglie non è determinato dall’entità della domanda e dell’offerta ma dai meccanismi speculativi che intervengono nel passaggio tra approvvigionamento e vendita al dettaglio. Solo regole rigorose sul punto possono risolvere il problema.

La transizione ecologica? Tutto rinviato, si trivella!

Il messaggio dell’Eni è chiaro: il metano c’è, basta cercarlo e trivellare; intanto si può continuare a mandare in atmosfera gas climalteranti. Fa impressione che il messaggio venga dopo che mezza Europa è stata devastata dagli incendi, le temperature sono fuori controllo, fiumi prosciugati, pezzi del sud europeo desertificati. Ma tant’è: la legge del profitto (di pochi) deve prevalere sulla salute di tutti.