L’Europa e la convenienza della pace

I governanti europei preparano la guerra, anche se il solo ipotizzarla, contando su una campagna di manipolazione e di menzogne e inventando qualche provocazione per aizzare l’odio contro il nemico, è una assoluta follia. Sembra difficile oggi staccarsi dall’abbraccio servile come UE, ma si può. La Spagna mostra la strada. Cacciare il governo Meloni costituirebbe un buon passo per farlo anche noi.

Iran. La guerra non può essere vinta, ma solo allargata

La guerra scatenata contro l’Iran dall’asse Usa-Israele, non può essere vinta. Per le caratteristiche dell’Iran che è, insieme, Stato e movimento di resistenza diffuso. La guerra convenzionale nei suoi confronti non funziona. Ogni bomba che cade rafforza la narrativa della forza dell’Iran e dell’indegnità del nemico. Ogni martire consolida il pantheon. Ogni banca colpita dimostra ai poveri da che parte sta l’oppressore.

Senza limiti

Lo smisurato, illimitato e impunito genocidio di Gaza ha aperto la porta a una guerra senza limiti: morali, giuridici, umanitari. L’insieme di rapporti e l’antropologia del potere emersi, in parallelo, dagli “Epstein Files” ne hanno dimostrato l’intreccio con le politiche interne degli Stati Uniti e non solo. È sempre più evidente come ciò che limita il potere limita anche la guerra. Quella guerra che, appunto, divampa oggi senza limiti.

Essere donna a Gaza

“Sognavo di diventare una pioniera della scienza, come Marie Curie o Zaha Hadid. Ma poi ho capito che ero nata in uno degli angoli più difficili del mondo, dove anche solo esprimere i propri sogni è sufficiente per seppellirli. Come donna di Gaza, nessuno mi ha mai chiesto cosa volessi. Essere una donna a Gaza significa partorire sotto i bombardamenti o fuggire con i propri figli mentre si sanguina”.

Il terzo escluso: i popoli, privati del diritto all’autodeterminazione

Tra la storia della civilizzazione e la storia della barbarie c’è qualcosa in comune, ed è che nessuna delle due coincide con la storia delle vittime. Io sto con le vittime, per questo mi oppongo disperatamente alle guerre e ai suoi coriferi. Eccolo, i terzi esclusi: gli oppressi, le vittime. Come se non sapessimo che in guerra a morire non sono soprattutto i soldati, ma gli innocenti, gli ignari, i poveri, i capitati lì per caso.

Epstein e lo spirito neopatriarcale del capitalismo

Epstein e i suoi uomini sono la parte emergente di una contraddizione che non si elimina nei tribunali e che sta nel cuore dell’Occidente capitalistico e nella falsa coscienza liberale, incapace di mettere in discussione la sua razionalità predatoria. Il dominio di questa nuova classe è l’espressione di una vera e propria visione del mondo che si traduce in un potere senza limiti.

L’asse Roma-Berlino che non mi piace

Il cancelliere Merz preannuncia, per la Germania, l’esercito più potente d’Europa e l’Italia si aggrega, rigorosamente in tuta mimetica. È una prospettiva inquietante per chi ancora ricorda gli orrori della guerra. Per dissolvere l’inquetudine una possibilità c’è: un’Italia e un’Europa neutrali che si battano per il diritto internazionale, la diplomazia, la pace. Ma è una prospettiva che non sembra interessare i nostri governi.