Quando il delirio bellicista seduce anche la sinistra

La corsa agli armamenti accomuna destra e sinistra, Meloni e Mattarella, militari e intellettuali. A guidarla è il mito della cosiddetta deterrenza. Eppure la storia insegna che armarsi porta, prima o poi, alla guerra e la realtà mostra paesi senza esercito che vivono in pace da decenni. In questa situazione opporsi al delirio bellicista, in cui c’è chi arriva a invocare “uomini risoluti a uccidere e a morire”, è una priorità assoluta.

La verità, la giustizia e la pace

Chi si prepara alla guerra dicendo che lo fa per evitarla, in realtà è disposto a farla e, se è disposto, la farà. Se non fosse disposto, dove starebbe la deterrenza? E allora? Al motto mentitore, diffusivo di guerre, opponiamone un altro, che viene dalla sapienza biblica, secondo cui il mondo si regge su verità, giustizia e pace. Per combattere il flagello delle guerre c’è molto da fare, ma predisponendo le condizioni della pace.

A scuola in tuta mimetica: come ti educo alla guerra

Secondo tutte le rilevazioni, gli italiani, votanti e non votanti, sono in gran maggioranza contrari alla guerra, a cui, invece, il Governo si sta preparando. Di qui la campagna governativa di “rieducazione” del popolo con l’intento di affermare una nuova cultura, nazionalista, virile, guerresca, a partire dalla scuola, indottrinando anche i bambini delle elementari, tra l’altro invitandoli alle esposizioni di arsenali bellici nelle piazze.

La guerra uccide e corrompe

La guerra in Ucraina sta evidenziando una corruzione sistematica, con profitti che irridono popolo e soldati. Da entrambe le parti. Dapprima emersa sul versante russo in forme finanche grottesche (oggetto di pesanti ironie degli uomini di Zelenskyj), è poi divampata in Ucraina, rivelando tangenti fisse su ogni fornitura militare e arricchimenti spropositati (fino a bagni in oro) di pochi oligarchi). È la guerra, bellezza!

A chi fa comodo dimenticare il Sudan

La guerra in Sudan è un massacro interminabile, il più sanguinoso e crudele dei conflitti in corso nel mondo, che ha come protagonisti due generali assetati di potere e privi finanche di coperture ideologiche. Ma non è una guerra dimenticata. Quelli che contano, a Washington e a Riad, al Cairo e ad Ankara, la ricordano benissimo. La finanziano, la prolungano, vendono armi moderne, hanno piani per il dopo.

Contro il riarmo dell’Europa. Il tempo è ora!

Come un sol uomo, l’establishment occidentale – non solo governi e partiti, ma anche media, Università e antichi protagonisti della contestazione sessantottina – invoca la militarizzazione dell’Europa in vista della guerra. Spetta a noi, uomini, donne e movimenti, potare contraddizioni e disgregazione in quel furore bellico in nome della volontà di pace che percorre i popoli. Il tempo è ora!

Lo spettro russo e la cecità dell’Europa

In Ucraina una pace giusta è possibile. Con alcuni punti fermi: l’indipendenza politica e militare dell’Ucraina sorretta da specifiche garanzie, la russizzazione delle province separatiste, uno statuto speciale per la Crimea. L’alternativa è l’autodistruzione dell’umanità. Ma gli europei, invece di spingere i due nemici a negoziare e a stabilire un equo compromesso, contribuiscono all’escalation del conflitto.