Chi ha vinto nel referendum?

Quella referendaria non è stata la vittoria dei partiti di opposizione. Certo essi hanno avuto un peso rilevante: ma il loro apporto è arrivato per ultimo, dopo quello, decisivo, dei magistrati, della società civile e del sindacato. Mentre la campagna referendaria ha segnato il riavvicinamento alla politica di settori che si erano fatti da parte delusi: i giovani, il Sud, le periferie. È un segnale da cogliere.

Il filo rosso che lega referendum e no alla guerra

La Costituzione è stata salvata dai giovani: quegli stessi che, nei mesi scorsi, hanno detto no al genocidio e alla complicità del Governo italiano con le politiche di guerra che stanno sconvolgendo il mondo. Ora bisogna mettere a frutto la lezione: respingendo ogni ipotesi di premierato, rimuovendo le norme che criminalizzano il dissenso, cessando ogni collaborazione militare con Israele e con gli USA.

Italia? Le dieci mappe di un Paese alla deriva

Noto e scontato che l’Italia fosse in decadenza, ma le mappe di un recente libro di Alessandro Rosina evidenziano una crisi insostenibile, mostrando un Paese che vede sparire il capitale umano dei propri giovani ma che non è neanche ospitale per gli anziani e gli stranieri, comunitari o extracomunitari che siano. L’esito è un Paese che si fa deserto: scettico, cinico, quasi senza speranze.

L’impossibile Politica che resiste

Ci aspetta il futuro di un pianeta governato da poche decine di uomini con una riserva infinita di schiavi al seguito? Ci sono molte ragioni per essere pessimisti, ma altrettante per pensare a un cambiamento: la bellezza di un mondo che resiste alla distruzione e una politica che sopravvive nel dissenso dei giovani che non si riconoscono nel vecchio mondo e nelle donne che sanno ormai di contare e di saper cambiare.

Giovani: le semplificazioni e gli stereotipi non servono

Periodicamente, a seguito di episodi di violenza da parte di minorenni, emergono, negli adulti, panico e allarme e si parla della “questione giovanile” come di un’emergenza da affrontare con misure repressive. Senza motivo, ché l’unico atteggiamento utile per prevenire disagio e devianze è ascoltare, cercare di capire e incidere sulle relazioni e sul coinvolgimento nella costruzione di una società con prospettive di futuro.

Giovani, coltelli e ipocrisia

Alcuni recenti fatti di cronaca (da ultimo l’accoltellamento di uno studente all’interno di una scuola) pongono domande ineludibili: la violenza giovanile è un’anomalia italiana? e la crescita della repressione è una risposta utile? L’esperienza dice di no e mostra che il sicuritarismo fonda una società insicura, frammentata, dove la paura la fa da padrona e la violenza viene esaltata. Ma tant’è: a una parte della società conviene.

New York. Mamdani, il sindaco che non ti aspetti

Zohran Mamdani, 34 anni, musulmano, nato in Uganda, filo palestinese, socialista, è il nuovo sindaco di New York. Con oltre il 50% dei voti e contro tutti i poteri forti (anche del suo partito). Per celebrare la vittoria ha scelto le parole di un sindacalista radicale del ‘900: «Posso vedere l’alba di un giorno migliore per l’umanità». Difficile dire se sarà davvero così, ma certo qualche spazio nuovo si è aperto.

Lo “speranzismo”, un ostacolo alla buona politica

Spesso nell’attuale temperie politica si assiste a un insistito richiamo alla speranza. È accaduto anche in occasione delle recenti manifestazioni pro Palestina. Richiamo ovviamente opportuno, ma scivoloso: perché gli speranzosi contano sull’intervento di qualcun altro (o qualcosa d’altro) che permetta di superare l’emergenza, mentre i fiduciosi si danno da fare, insieme a chi condivide il loro stesso obiettivo.

Ritorno alle campagne

Tra le novità del nuovo millennio ce n’è una che sa di antico. È il ripopolamento, soprattutto da parte di giovani, di campagne e montagne abbandonate negli anni dell’urbanizzazione di massa. Si assiste così al riscatto di piccole comunità con recupero di vecchi saperi e con modelli produttivi che mirano a conservare storia, ambiente, cultura. Ma la politica deve fare la sua parte nel sostenere queste esperienze.