“Non mollare”. XVI libro bianco sulle droghe

La sedicesima edizione del Libro Bianco sulle droghe (promosso da Società della Ragione, Forum Droghe, Antigone, Cnca, Cgil, Associazione Luca Coscioni, Arci e Lila con il significativo titolo “Non mollare”) è una significativa alternativa al trionfalismo esibito dal Governo in vista della prossima Conferenza nazionale. Ancora una volta i dati confermano il fallimento del proibizionismo e delle politiche repressive.

L’Occidente, i diritti umani, la democrazia. Intervista con Patrick Zaki

Sono stato in carcere in Egitto 20 mesi e 8 giorni. Prima ero uno studente tra gli altri. Ma il carcere ha cambiato tutto. E mi ha aperto gli occhi sulla centralità della Palestina. Oggi penso ai diritti umani e mi chiedo e vi chiedo: se non valgono per tutti nel mondo, non c’è un problema generale? Un problema che riguarda tutti, compreso l’Occidente?

L’Italia degli stupefacenti e delle dipendenze

La relazione annuale della presidenza del Consiglio sul fenomeno delle tossicodipendenze contiene alcuni elementi di novità: la cannabis resta la sostanza più utilizzata, seguita dalla cocaina, che supera l’eroina; le persone tossicodipendenti entrate in carcere nel 2024 sono state 16.890, con un aumento del 4,9% rispetto all’anno precedente; tra i giovani cresce l’uso di psicofarmaci senza prescrizione

“Fuori” di Mario Martone

Arrestata nel 1980 per furto, la scrittrice Goliarda Sapienza rivive l’esperienza carceraria nel ricordo e nel rapporto con due ex detenute, in una lunga estate romana nella quale “fuori” e “dentro” si confondono. Snobbato dalla giuria di Cannes, l’ultimo film di Mario Martone è già al cinema.

“Voci lontane”: diario di un professore in carcere

Un libro, l’ennesimo libro, su un carcere in cui i detenuti continuano ad aumentare anche se i reati diminuiscono. Un libro, questa volta, di un professore che nel carcere insegna e che attinge alle parole, ai pensieri, ai sentimenti delle persone detenute incontrate. E una riflessione anche sull’organizzazione e sul senso della scuola all’interno di una struttura carceraria.

Tutti i rischi del “decreto sicurezza”

Record di norme penali introdotte con un solo decreto legge, dubbia compatibilità delle misure con numerosi principi costituzionali, anomalo ricorso alla decretazione d’urgenza. Il tutto senza benefici per la sicurezza della collettività. Anche il direttivo dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale muove dure critiche al decreto legge sicurezza ed esprime grande preoccupazione per i suoi effetti.

Verso uno Stato di polizia

Il decreto legge “sicurezza” varato nei giorni scorsi dal Governo incide pesantemente sulle libertà, sui diritti, sulla convivenza producendo una sterzata del sistema verso uno Stato di polizia. Ciò avviene, in particolare, con la generalizzazione del governo repressivo della povertà, il consolidamento della repressione sistematica del conflitto sociale e del dissenso, l’ampliamento dei poteri e delle tutele attribuiti alle polizie.

Il reato più comune

“Il crack è così. Prima fumavo una volta ogni due settimane, ero contento perché riuscivo a gestirmi. In settimana lavoravo, venerdì sera compravo e nel weekend dicevo agli amici che ero stanco e non uscivo. Fumavo poco, ma di continuo, in modo che gli effetti perdurassero. Poi ho aumentato la frequenza. Così mi sono lentamente isolato, perdendo anche gli amici. E sono cominciati i furti e il carcere…”

Noterelle dal carcere: “Vorrei sapere”

«Dopo sei anni in carcere, non so ancora se per lo Stato sono definitivamente colpevole o innocente. Intanto le mie attività sono fallite, non sono più aggiornato sul lavoro e, se anche dovessi uscire, come mi presenterei sul mercato? A oltre 50 anni devo ripartire da solo e da zero, per di più con il dispiacere di avere perso mio padre senza aver potuto fare nulla per lui»: lo sfogo di un detenuto e i tempi della giustizia.