L’Italia degli stupefacenti e delle dipendenze

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È dei giorni scorsi la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze predisposta dalla presidenza del Consiglio. Questi alcuni dei dati segnalati:

al primo posto tra le sostanze utilizzate resta la cannabis, cui si riferisce il 77% delle segnalazioni per uso personale, il 37% delle denunce per spaccio, il 13% degli utenti dei Servizi per le Dipendenze (SerD). L’analisi delle sostanze stupefacenti nelle acque reflue urbane che arrivano ai depuratori ha evidenziato che cannabis e derivati restano le sostanze psicoattive più diffuse in Italia, con circa 52 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, un dato stabile rispetto agli anni precedenti.

al secondo posto sale la cocaina, che ha superato l’eroina e gli oppiacei in genere. Nel 2024 per la prima volta il numero di persone morte per overdose da cocaina o crack ha superato il primato storico degli oppiacei;

il consumo di sostanze tra i più giovani – rilevato da un’indagine che ha coinvolto 20.201 studenti tra i 15 e i 19 anni dalle scuole secondarie di secondo grado di tutto il territorio nazionale – conferma “un quadro complesso e multiforme, che include tanto sostanze illegali quanto sostanze legali”. Nel 2024 si stima che oltre 500 mila studenti tra i 15 e i 18 anni non ancora compiuti abbiano fatto uso di tabacco, mentre quasi 360 mila hanno riportato almeno un episodio di intossicazione alcolica durante l’anno. Entrambi questi fenomeni mostrano una prevalenza tra le ragazze;

– si stima che quasi 910 mila giovani tra 15 e 19 anni, pari al 37% della popolazione studentesca, abbia consumato una sostanza psicoattiva illegale almeno una volta nella vita e 620 mila studenti, sempre tra i 15 e i 19 anni (25%), ne abbia fatto uso nel corso dell’ultimo anno. Il consumo di queste sostanze è più comune tra i ragazzi (28%) rispetto alle ragazze (22%);

– a partire dal 2021 si registra un incremento costante nel consumo di psicofarmaci senza prescrizione medica tra i giovani. Questa tendenza lo scorso anno ha raggiunto i valori più alti di sempre: se la stima è di 510 mila studenti di 15-19 anni che hanno fatto uso di queste sostanze senza prescrizione nel corso della vita, nella fascia 15-18 anni non ancora compiuti sarebbero 180 mila ad averne fatto uso solo nell’ultimo anno (il 12% del totale di quella fascia di età), con una prevalenza più che doppia tra le studentesse;

– nel 2024 si sono registrati 8.378 accessi al pronto soccorso legati alla droga, con un calo del 2,5% rispetto al 2023. Le diagnosi sono suddivise in psicosi indotta da droghe (47%), abuso di sostanze senza dipendenza (46%), e dipendenza da droghe (7%). I SerD hanno assistito 134.443 persone, l’88% delle quali era già in trattamento negli anni precedenti. L’85% degli utenti è di genere maschile. Le sostanze primarie per cui è stato attivato il trattamento sono: oppiacei (59%, di cui il 56% eroina, mentre nel 1999 erano l’87%), cocaina (23%), cannabinoidi (13%) e crack (3,3%);

le persone tossicodipendenti entrate in carcere nel 2024 sono state 16.890, pari al 39% degli ingressi totali, con un aumento del 4,9% rispetto all’anno precedente: un quarto (25,8%) sono causati dall’art. 73 del Testo unico (detenzione a fini di spaccio). Dei 61.861 detenuti in carcere al 31 dicembre 2024, 13.354 lo erano a causa del solo art. 73. Altri 6.732 insieme con l’art. 74 (associazione finalizzata al traffico di droga), solo 997 esclusivamente per l’art. 74. Sommati rappresentano il 34,1% del totale: sostanzialmente il doppio della media europea (18%) e molto di più di quella mondiale (22%). Non ci sono mai stati in carcere così tanti detenuti definiti “tossicodipendenti”: vengono dichiarati tali il 38,8% di coloro che vi entrano, mentre a fine 2024 erano presenti 19.755 detenuti “certificati”, il 31,9% del totale;

dal 1990 1.463.442 persone sono state segnalate per possesso di droghe per uso personale; 1.074.754 di queste per derivati della cannabis. Nel 2024 sono state registrate 36.960 segnalazioni per consumo di stupefacenti (art. 75). Di queste, 12.353 (circa il 38%) finiscono con una sanzione amministrativa: per lo più la sospensione della patente (o il divieto di conseguirla) e del passaporto, anche in assenza di un qualsiasi comportamento pericoloso messo in atto dalla persona sanzionata.

Qui il link alla relazione: Relazione-annuale-al-Parlamento-sul-fenomeno-delle-tossicodipendenze-2025

Gli autori

Presidenza Consiglio dei Ministri

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