Marco Pozzi, laureato in Ingegneria Gestionale e dottorato in Storia della Scienza al Politecnico di Torino, si occupa di trasmissione della memoria e della conoscenza, studiando l’informatica come strumento di organizzazione del sapere umano. Ha curato gli otto libri "Incontri con la macchina" pubblicati dall’editore Mimesis, con oltre 200 scritti meta-scientifici di dottorandi che hanno frequentato i corsi di “Epistemologia della macchina” e “Antropologia della tecnica”, tenuti dal prof. Vittorio Marchis. È appena uscita la seconda stagione del podcast “Incontri con la macchina”, tratta dai libri citati, realizzato in collaborazione con la webradio del Politecnico, OndeQuadre. marco.pozzi@polito.it.

Contenuti:

L’idiota artificiale. Soliloquio di un algoritmo

Continua lo scavo di Marco Pozzi nelle opere di Fëdor Dostoevskij. L’articolo è il testo di un episodio della terza stagione del podcast Incontri con la macchina, realizzato con OndeQuadre, webradio del Politecnico di Torino. Il monologo pone di fronte a un dramma: non c’è per l’essere umano più assidua e più tormentosa cura che quella di cercare un essere dinanzi a cui inchinarsi. Ora è la volta dell’algoritmo (idiota).

Vicoli e vastità, lo spazio nell’ingegner Dostoevskij

Il rapporto tra Russia ed Europa è una costante negli scritti dell’ingegner Dostoevskij. Il quadro è netto: nomadi contro cavalieri, tende contro città; spazi infiniti contro griglie di vie. E lo spazio plasma il pensiero. Lo si vede anche nella religiosità. Il cristianesimo romano, che è la civiltà europea, ha bisogno della città di Roma dove radicarsi, mentre il cristianesimo ortodosso non ha bisogno di una capitale, né di un papa.

Russi ed Europei secondo l’ingegner Dostoevskij

In due viaggi in Europa e nella prigionia in patria l’ingegner Dostoevskij raccoglie materiale sull’Europa e sulla Russia e, poi, li sistematizza dentro i suoi romanzi, dove i personaggi rappresentano similitudini e differenze, attrazione e repulsione, fra europei e russi. Rileggerli oggi può aiutare a comprendere qualcosa di più anche della nostra confusa attualità, sempre più simile a “una specie di profezia dell’Apocalisse”.

“Voci lontane”: diario di un professore in carcere

Un libro, l’ennesimo libro, su un carcere in cui i detenuti continuano ad aumentare anche se i reati diminuiscono. Un libro, questa volta, di un professore che nel carcere insegna e che attinge alle parole, ai pensieri, ai sentimenti delle persone detenute incontrate. E una riflessione anche sull’organizzazione e sul senso della scuola all’interno di una struttura carceraria.

L’ingegner Fëdor Dostoevskij e l’intelligenza artificiale

L’“uomo del sottosuolo” immaginato, con intuizione visionaria, da Dostoevskij non accetta le leggi insindacabili della natura poiché eludono la volontà umana e restituiscono l’immagine di un individuo privo di libertà. Una riflessione sulla stessa falsariga si impone, oggi, di fronte a nuove forme di organizzazione sociale generate dallo sviluppo tecnologico e dall’avvento dell’intelligenza artificiale.

Elegia per una lavatrice, o ditirambo slow

La sostituzione di una lavatrice fa capire della nostra società più che la lettura del miglior saggio di economia o antropologia. Le macchine hanno tanta elettronica, che raccoglie dati e aggiunge funzioni di cui nessuno ha bisogno, aumentando i costi e rendendo la macchina fragile. Qualcosa è andato storto fra il neolitico e l’intelligenza artificiale. E, dunque, bisogna riprogettare tutto, a partire dal basso.

Come progettare nuvole nuove

Il digitale produce tra il 2 e il 4% delle emissioni di CO₂ del mondo, più dell’aviazione. Con l’introduzione dei nuovi software di Intelligenza Artificiale, Google e Microsoft stiano consumando insieme più energia di paesi come l’Irlanda o la Nigeria. E il trend è in ascesa. Eppure un web più responsabile, più sostenibile, più giusto, più attento agli indicatori ambientali è possibile. A novembre una serie di lezioni per dirlo.