La nuova frontiera della repressione: i fogli di via

A luglio alcuni esponenti di Extinction Rebellion si sono arrampicati sul palazzo della Regione a Torino appendendo lo striscione: “Benvenuti nella crisi climatica: siccità, è solo l’inizio”. La Questura ha risposto con fogli di via immediatamente esecutivi. È la stategia dei decreti sicurezza, la nuova frontiera della repressione sperimentata nei confronti dei movimenti sociali a cominciare dalla Val Susa.

La transizione ecologica? Tutto rinviato, si trivella!

Il messaggio dell’Eni è chiaro: il metano c’è, basta cercarlo e trivellare; intanto si può continuare a mandare in atmosfera gas climalteranti. Fa impressione che il messaggio venga dopo che mezza Europa è stata devastata dagli incendi, le temperature sono fuori controllo, fiumi prosciugati, pezzi del sud europeo desertificati. Ma tant’è: la legge del profitto (di pochi) deve prevalere sulla salute di tutti.

Il pericolo del presidenzialismo, intervista a Gustavo Zagrebelsky

Il presidenzialismo è una forma di estremismo da usare con cautela. A differenza dei regimi parlamentari, che si fondano sull’interlocuzione e sul confronto, quelli presidenziali prevedono uno che vince e uno che perde, o si sta di qua o di là. E fino alla nuova elezione si resta servi dei vincitori. Per questo mi preoccupa la riforma proposta da Giorgia Meloni, che rischia di portarci in un regime alla Orbán.

Siamo in piena Guerra Grande. Sfida a tre per il primato mondiale

Stati Uniti, Russia e Cina ripropongono a Taiwan e in Ucraina la tradizionale contrapposizione Est-Ovest. Siamo, per usare l’espressione del romano pontefice, nella terza guerra mondiale a pezzi. Con il rischio che diventi la nuova Grande Guerra tout court. Intanto, l’esplosione demografica dell’ex Terzo Mondo rischia di aprire nuovi fronti lungo la faglia Nord-Sud, mentre il resto del mondo siamo noi.

Una proposta per salvare almeno la Costituzione

Le elezioni si avvicinano e c’è il rischio che la destra eversiva conquisti gran parte dei collegi maggioritari, mettendo in pericolo la stessa Costituzione. Perciò le forze che si riconoscono nella Carta devono darsi una strategia adeguata: tener ferma la competizione per la quota proporzionale ma convergere, nella parte maggioritaria, sui candidati del partito più forte.

La caduta di Draghi: le ragioni reali e i cocci

Il governo Draghi e l’unità nazionale non hanno retto al sovrapporsi delle emergenze. La ragione, al di là delle cause occasionali, è evidente: tutti – compreso Draghi – sono terrorizzati dall’autunno che ci aspetta e nessuno sa come gestire un tasso di inflazione che mette in mora i fondamentali delle (rovinose) politiche economiche degli ultimi decenni.

Ragionare di Palestina è impossibile, anche nel Parlamento italiano

Parlare di Palestina citando le risoluzione dell’Onu e il diritto internazionale è sempre più difficile anche in sedi istituzionali. Lo dimostra l’aggressività del presidente della Commissione esteri della Camera, on. Fassino, nei confronti della Relatrice delle Nazioni unite sui diritti umani nel territorio palestinese occupato, Francesca Albanese, in sede di audizione.

Ipocrisia d’Occidente

Quel che più mi ferisce è l’ipocrisia. Vedo le facce felici delle riunioni dei leader occidentali, felici delle loro portaerei, delle loro bombe atomiche, delle loro armi innumerevoli con cui rafforzano un predomino violento sul mondo. Il tutto colorato di belle parole: democrazia, libertà, rispetto delle nazioni, pace, legalità internazionale. E dietro, come zombi, giornalisti ed editorialisti a ripetere.

Il massacro dei curdi benedetto dalla NATO

All’epoca della guerra all’Isis i curdi erano eroi, acclamati come i difensori contro la barbarie. Ora, per far entrare Svezia e Finlandia nella Nato, abbiamo svenduto la loro sorte e i tanto conclamati valori occidentali a Erdogan, un sultano che straccia i diritti umani e che ha stabilmente occupato pezzi di Siria e di Iraq senza che nessuno osi alzare un sopracciglio.